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A Colorno sono tutti matti (da 10 anni)… e non vogliono rinsavire!

Testo e foto di Hermes Pittelli ©

Ogni settembre, da 10 anni a questa parte, qui a Colorno diventano tutti matti.

All’ombra della reggia di Maria Luisa, all’interno del giardino storico, tra i vicoli e sulle piazze della piccola Versailles, si celebra ancora una volta la grande festa del circo e del teatro di stradaIn ossequio al nome latino, Colurnus, gli abitanti, i visitatori e soprattutto i protagonisti principali, gli Artisti che si danno convegno ogni 12 mesi, applicano senza remore e con il massimo impegno, il noto motto: Semel in anno licet insanire.

La gioiosa sarabanda popolare viene accolta dalla banda musicale Fantomatik Orchestra (in carne, ossa e strumenti!) che si affaccia dai balconi della reggia, diretta da un improbabile quanto preparatissimo maestro, Alessandro Mori (vaga somiglianza con Caparezza), ispirato e capace di sorprendere il pubblico con un colpo di bacchetta finale.

Marcel (et ses droles de Femmes) con le sue tre acrobatiche compagne, alfieri del circo contemporaneo, dediti alle tecniche aeree e all’uso sapiente del portico coreano, entusiasmano il pubblico non solo con i loro spericolati e perfetti voli fisici, ma anche con quelli pindarici a base di dialoghi surreali in un inglese biascicato e velocissimo; tutto per costruire il racconto di una improbabile storia d’amore, forse persa nel tempo, come sperduto pare essere il fantomatico cavallo del circo, un quadrupede cui non stonerebbe il nome di Godot. L’epilogo è emozionante (come un improvviso sparo nel buio) e romanticamente nostalgico, sulle note di Oh my darling Clementine, scandite anche dal ritmico battimani dei presenti.


Dall’Oriente misterioso con amore, la coppia artistica e sentimentale Sivouplait (Nozomi Horie e Takeshi Shibasaki), rappresenta il perfetto connubio tra l’ineffabile saggezza del Sol Levante e l’elettrica comicità fisica e visiva di Buster Keaton e/o Harold Lloyd. Un 'pastiche' solo in apparenza azzardato. Il loro spettacolo, costituito di brevi sketch di qualche minuto, rappresenta una piccola summa di divertimento allo stato puro, grazie ad una mimica e ad una gestualità corporea ineguagliabili, un senso dell’umorismo capace di abbattere ogni barriera culturale, un esperanto comico universale: la partita di doppio misto a tennis, l’ossessione delle foto ritrattistiche degli indomabili turisti, l’estasi e l’incoscienza degli innamorati (Nozomi e Takeshi, fidanzatini di Peynet in salsa nipponica, molto credibili considerando anche la meravigliosa eleganza dei loro abiti di scena, totalmente candidi) sono gli spunti che diventano, grazie alla loro abilità interpretativa e al perfetto affiatamento, pezzi comici di alta scuola. Risate e applausi a scena aperta, anche per gli spassosi intermezzi tipicamente nipponici, con musichetta snervante e gestualità rituale che richiamano gli stereotipi più consolidati del paese d’origine (peccato lasciarli ripartire; a quando una tourné italiana lunga un anno? da Colorno a Colorno…).


Non mancano i comici musicali, o meglio musici anglosassoni che mentre suonano, fanno ridere, davvero. Sia chiaro, suonano bene, ma il loro abbigliamento e la loro mimica scatena ilarità e coinvolge il pubblico fino a renderlo parte dello spettacolo. I leggendari Cosmic Sausages (Salsicce cosmiche), attivi da 25 anni tra improbabili, ma trionfali tourné mondiali, collaborazioni prestigiose e svariate celebrazioni etiliche, propongono parte del loro ormai consolidato e vastissimo repertorio: 3.000 brani; dalla psichedelia visionaria dei Pink Floyd, alla raffinata dolcezza di Whitney Houston, dal ritmo del Mambo (numero5, come lo Chanel adorato da Marilyn), a quello ruvido della frontiera americana, con Rawhide (Blues Brothers memories) …


A Colorno (Parma, ndr), durante i primi tre giorni di settembre dedicati al pazzo festival, diventano tutti matti: anche gli abitanti, gli esercenti, i bravissimi artigiani locali. Ma si guardano bene dal non applicare l’accoglienza proverbiale a queste latitudini, attraverso gentilezza e buoni cibi e bevande. Nello spazio circo, ad esempio, si trovano leccornie e squisitezze da far ululare alla luna nel parco, per la varietà e la gamma incredibile di sapori proposti. Gli stand eno gastronomici, quelli specializzati nelle birre artigianali e perfino nella pasticceria e nel gelato sono tanti, tutti offrono prodotti di alto livello. Consigliate le specialità indigene, dallo gnocco fritto guarnito con i salumi locali, dal nobile culatello alla imperdibile spalla cotta, fino agli esperimenti più arditi, come polpettine golose cacio e pepe.


Non per caso, giungono ogni anno migliaia di visitatori: dai tantissimi giovani, curiosi e ansiosi di scoprire il magico universo delle arti teatrali e circensi, alle famiglie che vivendo pienamente la propria epoca desiderano comunque trasmettere valori altri e il senso per la bellezza ai propri pargoli; bimbi che trovano non solo pane per i loro denti, ma anche attività creative e ludiche che trasformeranno in patrimonio per l'età adulta. Come non concedere loro un giro del parco a bordo della Luferina rosso fiammante mono ruota, trainata dalla forza muscolare e creativa dell’artista Luca Ferraglia, in arte Lufer (!), ammiratore di Gaber che intrattiene i due passeggeri – in genere pargoli! - alla volta con allegre canzoncine non sense degne del suo idolo. Molto gettonati anche i giochi da tavolo dell’Orso Ludo o gli incredibili giocattoli d’abilità ideati e creati da Joan Rovina, genio catalano del recupero di rottami e materiali ferrosi di scarto, perfettamente assistito dalla compagna che si prodiga nello spiegare a bambini e genitori funzionamento e trucchetti degli ingegnosi strumenti ludici.


Curiosando e bighellonando tra i rigogliosi labirinti botanici del parco e la frizzante e briosa area circo potrebbe capitarvi di imbattervi nel leggendario Avner Eisenberg, la cui arte è difficile da raccontare: attore, mago, clown, mimo; un compendio vivente e originale di tutte le specialità migliori del circo, un uomo di talento, allevato da genitori che invece di costringerlo a laurearsi in chimica e biologia, lo hanno incoraggiato a intraprendere la via dello spettacolo e della creatività. Oppure potreste incontrare le Salsicce Cosmiche che, dopo opportuna irrorazione etilica, improvvisano un allegro concertino sotto il tendone bar coinvolgendo gli astanti; o ancora, sempre nel medesimo spazio, un elegante pianista solitario, Roberto Esposito che cattura l’attenzione generale con intermezzi musicali e jam session raffinate, colmando l’atmosfera di note vibranti, spaziando dal passionale folklore del Sud alle più spericolate improvvisazioni jazzistiche. Non allarmatevi infine se incontrerete il duo francese L’Excuse, bipedi la cui testa è stata sostituita da un televisore; non sono avanguardia di qualche civiltà aliena pronta ad invaderci, ma vivono in massa tra noi, sono gli esponenti dell’Homo Catodicus, forse l’ultimo stadio della sedicente evoluzione, quella che all’identità ha sostituito il culto assoluto per l’immagine.

Un plauso e una lode - perché davvero esiste anche un’Italia che funziona - al comune, all’organizzazione della manifestazione, all’ufficio stampa, a tutti i volontari che hanno reso possibile e più bella la festa, compresi forze dell’ordine, alpini, responsabili dell’assistenza sanitaria. Grazie a Tutte e Tutti Voi.


Se è vero che si nasce tutti matti, a Colorno da 10 anni si ritrovano quelli che, saggiamente, non vogliono proprio saperne di rinsavire. Per fortuna, perché vista la pessima atmosfera che si respira sul globo, qui si fanno scorpacciate e scorte di risate, di creatività, di umanità, di bellezza: dovranno bastare fino al prossimo settembre!



Per saperne di piùhttp://www.tuttimattipercolorno.it/

Pubblicato il 3/9/2017 alle 23.37 nella rubrica CulturaSpettacolo.

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