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Dall’economia di dominio, all’economia della cura

Pordenonelegge2016 decolla con un tema decisivo: se crediamo sul serio che i Giovani rappresentino il futuro del pianeta, siano loro in prima persona ad occuparsi delle materie che determineranno l’esito dell’evoluzione o della sparizione della Vita




di Hermes Pittelli ©


 La società del III millennio è globalizzata, piramidale, gerarchica, non osmotica. 
Dominata da un pensiero unico bipolare (pro o contro, bianco o nero), in cui ogni aspetto della vita anche quotidiana è modellata su una concezione assolutistica e bellicistica del mercato. 
Il trionfo acritico delle logiche militari applicate al marketing, alla produzione di merci, alla pervasività della tecnologia hanno condotto il pianeta ai limiti dell’autodistruzione. Una concezione androcentrica della società, basata solo sulla competizione e sulla guerra.Un’interpretazione iperliberista delle teorie economiche di Adam Smith.
Eppure, esiste un eppure ed è come sempre sorprendente scoprire che basterebbe solo risalire all’origine, al vero etimo delle parole: economia, dal greco antico oikonomia, gestione e cura delle risorse domestiche.Un vocabolo che crea una serie di suggestioni e ispirazioni che ci fanno viaggiare a ritroso nel tempo, come si trattasse della forma più antica di trasmissione del sapere (il racconto, la narrazione), e che ci consentono di approdare ad un’era della comunità umana nella quale la tutela e il bene della ‘casa’ erano responsabilità delle Donne, sacerdotesse, vestali della Vita, depositarie e custodi dei semi dell’esistenza sia nel senso della procreazione, sia nel senso della coltivazione delle piante e dei frutti per alimentare la specie.
Non si tratta di utopie o racconti fantastici, ma di teorie ormai riconosciute a livello accademico mondiale, studiate, analizzate e divulgate da Riane Eisler, sociologa, storica, scrittrice e attivista sociale, nata a Vienna nel 1931 da famiglia ebraica, costretta presto a riparare prima a Cuba e in seguito negli Usa per sfuggire alla persecuzione nazista.

La professoressa Antonella Riem e il professor Angelo Vianello dell’Università di Udine, epigoni e sostenitori, non solo teorici, ma attraverso progetti concreti di queste nuove, antiche filosofie sociali ed economiche, guidano i ragazzi delle superiori presenti a Pordenonelegge2016 con parole limpide e passo sicuro. I giovani, sono loro che una volta fagocitati e assorbiti i semi della condivisione della collaborazione del confronto culturale avranno il compito di insegnare ai politici e ai governanti che un altro mondo è davvero possibile. Possibile e doveroso, nel segno dell’equità e del rispetto umano e ambientale.
Qualcuno cadrà dalla seggiola, ma capitalismo e comunismo sono uguali, sono facce della stessa moneta falsa, basata su una concezione economica di competizione e dominio, nella quale, piccolo particolare, sono sempre i maschi a detenere le leve del comando. 
Curioso infine che i thugs del dio mercato, quando citano Adam Smith, siano poi colti da smemoratezza selettiva, tralasciando di ammettere che lo stesso economista, in un testo forse volutamente meno divulgato e conosciuto, sostiene con convinzione che empatia, altruismo e comprensione per gli altri sono elementi fondamentali per edificare una società umana sana e tenace. Nella collana Forum della mai troppo lodata casa Editrice Universitaria Udinese si possono trovare le opere di Riane Eisler (consigliatissimi: Il calice e la spada; La vera ricchezza delle nazioni; ndr) e dei professori Riem e Vianello. Leggere su carta e apprendere con lentezza, con i tempi fisiologici del nostro cervello saranno esercizi utili e imperativi categorici ormai non più procrastinabili.
Il quartetto musicale del liceo scientifico di San Vito al Tagliamento, con i brani tratti dal Flauto Magico di Volfango Mozart, forniscono la colonna sonora perfetta per ispirare alla razza umana un ritorno nel ciclo virtuoso dei ritmi naturali che non prevedono sfruttamento illimitato e distruttivo, ma trasformazione, riciclo, mutualità e ripristino.

A chi possiamo affidarci, da chi possiamo imparare? 
Ancora e sempre, dalle Donne, le vere maestre nella cura della vita, delle relazioni reciproche, del dono, del rispetto nei confronti delle creature e di tutto il Creato, ovvero la Casa comune (economia…) di noi tutti; perché come scriveva Swami Vivekananda, poeta e filosofo indiano: 
“Tutte le differenze di questo mondo sono di grado, non di genere, perché l’unità è il segreto di ogni cosa”.

Se è vero che il nostro universo è costituito al 90% da materia oscura, coltiviamo ancora la flebile speranza che i Giovani, questi Giovani, siano la Luce che prevarrà sulle tenebre, soprattutto quelle che da decenni stanno obnubilando le menti e gli animi della razza umana.

Pubblicato il 14/9/2016 alle 13.7 nella rubrica CulturaSpettacolo.

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