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Pierluigi Cappello, il potere delle Parole e della Poesia



di Hermes Pittelli ©


 Il più importante poeta friulano vivente, autentico patrimonio nazionale, illumina la mattinata finale di Pordenonelegge 2012.
Pierluigi Cappello da Tricesimo spiega con semplicità, peculiarità dei grandi uomini, cosa sia la Poesia.
E i bambini delle scuole primarie, lo ascoltano prima con composta attenzione, per poi lanciarsi senza rete nel trovare le rime alle parole che il poeta offre come esca per la loro immaginazione.
Il segreto della Poesia, meno banale di quanto possa sembrare, si cela “nel potere della Parola”. “Un Potere misterioso in grado di irradiare quei significati nascosti nell’ombra, tra le pieghe della realtà, ma percepiti, individuati e offerti ai propri simili dai Poeti”.
Una lectio magistralis per certi versi ostica, eppure affascinante e coinvolgente.
Le rime, i versi ,le strofe, il ritmo come si trattasse di uno spartito, perché le parole sono innanzitutto suoni, note. Le strutture storiche: l’endecasillabo, la sestina, la quintina, la quartina che hanno permesso alla forma di poetica di plasmare i sentimenti e le percezioni degli autori nel corso dei secoli.
Dante Alighieri, il poeta italiano più glorioso, amato e studiato, in tutto il Mondo, scrive la Commedia in endecasillabi e ci regala magie, non solo con le sue rime perfette, ma progettando una scacchiera per le parole che diventa un ulteriore messaggio celato, da individuare ed apprezzare.

“Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita”.

Questa prima celebre terzina, tecnicamente si definisce chiasmo, perché evidenziando la sua struttura ossea portante, si forma un ‘Chi’ greco che nell’antico alfabeto dei padri dell’Europa rappresentava l’iniziale del nome di Cristo. Un ‘miracolo’ lirico con il quale Dante ci comunica ‘in codice’ che affida e dedica il proprio (e nostro) cammino al Figlio di Dio.



Mentre Cappello, visibilmente emozionato e felice, riesce a rendere evidente a bimbi e genitori cosa sia il linguaggio poetico, offre frasi preziose che rendono comprensibili anche i concetti più complicati.
I poeti scavano nella realtà. Quello che trovano con il proprio io, lo rendono disponibile, lo trasformano in tesoro comune”.
Uno dei grandi misteri della creatività poetica, eterna fonte di dibattito, riguarda l’ispirazione. Per qualcuno è una specie di ‘super potere’, una sorta di dono divino. Eppure Cappello sostiene che tutta l’ispirazione giunge direttamente dalle parole, in modo molto concreto, parole così audaci e indipendenti che lo ‘costringono’ a scriverle: “Io giro sempre con un taccuino e una penna. Annoto frasi, accadimenti, concetti che mi colpiscono e che mi sembrano belli. Li custodisco lì. Poi, da soli, magari dopo molto tempo, cominciano ad aggregarsi fino a formare una bella melodia e a quel punto le note, cioè le parole, pretendono di essere trascritte; queste parole sono così determinate che spesso vengono a svegliarmi nel cuore della notte e non mi lasciano riposare fino a quando non le accontento. Una delle mie poesie più recenti, è nata così. Sono sempre loro a decidere quando è il momento di emergere in superficie, alla luce del sole”.

La poesia nasce quindi come suono e ritmo, un’Arte che serve all’uomo per comprendere la realtà, interpretarla attraverso il proprio intelletto, inondarla di armonia e bellezza. Per questo Cappello suggerisce sommessamente che la fruizione migliore della poesia, può avvenire soprattutto “leggendo ad alta voce, in modo tale da rendere proprie le parole messe a disposizione dal poeta”.

Ad un cultore e artigiano delle parole come Cappello, non resta che congedarsi con discrezione ed un sorriso ampio e sincero, pronunciando il vocabolo umano per lui più importante. Tutte le parole sono perle preziose, da custodire e salvare. Tutte. Alcune magari sono solo un po’ più usurate delle altre. Se esistesse un poeta capace di donare nuovo soffio vitale a parole quali ‘arcobaleno’ o ‘gabbiano’, meriterebbe immediatamente il Nobel. Ma se dovessi sceglierne una sola, da salvare per sempre, sceglierei questa: Libertà”.

Pubblicato il 23/9/2012 alle 19.18 nella rubrica CulturaSpettacolo.

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