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Torna a casa Rocco e ricade dal pero



L’artista lucano, ormai uomo immagine Eni, festeggia il compleanno in Basilicata con uno spettacolo, accolto e omaggiato dal sindaco di Latronico, che glissa sull’attività promozionale dell’attore: “Le trivellazioni non le decide mica lui. Ha esportato la nostra immagine nel mondo”. Quale immagine?




di Hermes Pittelli ©



 Rocco (Papaleo) torna a casa, nonostante l’Eni.
Rocco non lascia, anzi raddoppia. Dopo il film da regista/protagonista sponsorizzato dalla Total (Basilicata Coast to Coast, 2010), l’estate dell’artista lucano è stata caratterizzata dalla campagna promozionale per i carburanti del Cane nero a sei zampe.
Quelli che in tempi di spread, di vampirismi montiani e di crisi globale permanente avrebbero dovuto far ripartire l’Italia e gli italiani (esclusivamente durante i week end, fine settimana suona provinciale e proletario).
A ripartire – sussistevano dubbi? – sono invece solo i profitti della creatura assemblata da Enrico Mattei, anche perché, nonostante, le favolose promozioni, la benzina italiana si conferma la più costosa in Europa.
Come le bollette energetiche, del resto, e chissà se esistono nessi, connessioni, spiegazioni al misterioso fenomeno.
Così molti italiani, quelli che possono, alla faccia del Cane nero e dell’imperturbabile Rocco, si mettono in viaggio, ma per andare oltre confine (in Slovenia, Austria e Germania) a rifornirsi di scorte di carburante più economico per affrontare il lungo ‘autunno caldo’.

Intanto, Rocco torna a casa sua, in Basilicata, nella natia Lauria, per festeggiare il compleanno (16/08/1958, auguri) con uno spettacolo.
Viene accolto a Latronico in Municipio dal sindaco Fausto De Maria, alla stregua di una nobile personalità, capace di dare lustro alla madre patria. Papaleo sorride, come sempre e riceve lieto l’omaggio ideato solo per lui, una pietra locale.
Clima festoso e battute a go go. Nessun cenno alla disastrosa situazione socio economica lucana, nessun riferimento alla distruzione ambientale e sanitaria della regione ‘grazie’ alle multinazionali dell’oro nero, tra le quali Total e Eni, così importanti per Papaleo.
Per il primo cittadino, che accoglie l’attore con fascia tricolore d’ordinanza, non c’è scandalo e lo spiega attraverso uno dei social network oggi in voga (attraverso il quale è stato abile a costruire la propria recente vittoria elettorale): “Rocco è un bravo artista ed è lucano. Non competeva e non compete a lui prendere decisioni sulle estrazioni. Rimane un bravo attore che con le sue capacità artistiche è riuscito a portare la Basilicata fuori dai propri confini e questo non può essere cancellato da uno spot”.
Il ‘borgomastro’ di Latronico divaga con considerazioni scontate e stereotipate, ma è troppo esperto nell’uso dei nuovi media e delle tecniche di comunicazione per non sapere che accettare il ruolo di uomo immagine Eni significa veicolare un messaggio devastante, almeno quanto gli effetti dell’economia fossile: estrarre petrolio è cosa buona, giusta e virtuosa. Un paradosso terribile se il messaggio è poi affidato ad un artista lucano che dovrebbe essere cosciente e informato sulla prostrazione ‘totale’ della Basilicata dopo più di 20 anni di colonizzazione petrolifera; dovrebbe sapere che nonostante i miraggi e gli illusionismi di una Lucania Saudita creati dai petrolizzatori, le famiglie locali sono sempre più indebitate (tra gli 11.000 e i 12.000 euro all'anno).
Il sindaco De Maria si illude di glissare in modo spigliato, ma qualche voce critica e dissonante esiste.
Quella del battagliero segretario dei Radicali, Maurizio Bolognetti, latronichese d’adozione e da anni impegnato nella denuncia contro gli abusi e gli inquinamenti delle multinazionali dell’oro nero: “Papaleo non è Cristicchi – afferma anche lui attraverso la bacheca virtuale della rete, rivolgendosi al primo cittadino – A volte, offrire la propria immagine, se non stai attento, può servire per operazioni strumentali e si corre il rischio di assumere la veste dell’utile idiota, perdona la citazione letteraria”.
Papaleo, pomo della discordia, dunque, durante questo controverso ritorno alle origini.
Papaleo però, da attore ormai esperto e navigato, passato attraverso mille tempeste, non può non sapere che un vero artista non vive in un universo ideale fuori dalla realtà, ma partecipa in modo attivo e completo al proprio tempo presente e diventa tanto più grande e immortale se ha il coraggio e la capacità di affidare al mestiere Messaggi e Valori che non subiscono ingiuria né sfregi, non solo da parte delle miserie umane, ma dello stesso Kronos.

Ecco perché come direbbe la Professoressa D’Orsogna, iniziative come questa o come i premi a Vasto e la cittadinanza onoraria a Cupello (in Abruzzo) riservati a Paolo Scaroni, grande capo dell’Eni, sono sempre più “uno schiaffo morale” in faccia e contro l’impegno di chi difende l’Ambiente e la Salute e propone un Progresso eco sostenibile.

Insomma, Rocco ricade dal pero; ma dopo l’incontro e l’attrazione fatali con le multinazionali dell’Oro nero, quasi una folgorazione sulla via di Damasco, cadrà sempre in piedi.
Con lo sguardo del pistolero infallibile che estrae le pistole al distributore di benzina,
proprio come in uno degli insulsi spot girati per l’Eni.
E pazienza se la Basilicata (insieme all’Italia intera) sarà sempre più preda del Far West petrolifero.


Fonti: La Nuova del Sud, Maurizio Bolognetti, Professoressa Maria Rita D'Orsogna

Pubblicato il 18/8/2012 alle 15.38 nella rubrica Ambiente.

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