Blog: http://pensierosuperficiale.ilcannocchiale.it

Sun Tzu agli studenti: adottate la strategia del paradosso

"Conoscere l’altro e se stessi - cento battaglie, senza rischi; non conoscere l’altro, e conoscere se stessi - a volte, vittoria; a volte, sconfitta; non conoscere l’altro, né se stessi - ogni battaglia è un rischio certo".


di Hermes Pittelli ©


 Il filoso siculo Manlio Sgalambro, amico di Franco Battiato, anni fa durante i concerti intratteneva i fan del Maestro con una sagace litania di arguti consigli, per poi concludere con l’ultima dritta, quella più importante: “Non accettate mai consigli”.

Qualche volta però ispirarsi al pensiero dei grandi saggi della storia universale può aiutarci a superare problemi attuali, all’apparenza inestricabili. Anche se il proverbio latino ‘Historia magistra vitae’ non ci convince, o serve solo a dimostrare che siamo bravi a ripetere periodicamente gli stessi errori, in forme diverse.

Dopo il nuovo sacco di Roma del 14 dicembre 2010, con la manifestazione dei 100.000 deturpata dalla violenza meschina, vigliacca e immatura di qualche centinaio di sbarbatelli che giocano a fare i guerrieri metropolitani, forse il movimento studentesco potrebbe accettare qualche utile consiglio. In modo da evitare facili strumentalizzazioni da parte di chi vuole cavalcare la protesta per guadagnare la luce dei riflettori o da chi, ritenendosi depositario di un potere che non sa e non vuole gestire per il bene comune, impone misure autoritarie, liberticide, anti democratiche.

Ribellione? Ha un suo fascino innegabile, ma comporta l’uso della violenza per abbattere il potere costituito. In effetti, è frustrante subire imposizioni che incidono sulla propria vita, ma passano sopra le nostre teste come Zeppelin di antica memoria (reca ottimismo pensare alla fine che fecero i dirigibili nazisti).
Rivoluzione? Di solito, si dice che la rivoluzione porta a compimento quanto iniziato dalla ribellione; peccato che in senso etimologico significhi ‘tornare al punto di partenza’.
Disobbedienza civile, come trasgressione gandhiana dell’altrui comando o volontà coercitiva contro i diritti umani e civili potrebbe costituire il giusto percorso.

La strategia del paradosso proposta e descritta dal generale/scrittore cinese Sun Tzu (544 a. C. – 496 a. C.) nell’opera ‘L’arte della guerra’ (questo non è il contesto adatto per una digressione sulla fascinazione esercitata da uno dei mali assoluti dell’umanità) potrebbe rappresentare un vademecum fondamentale per lo ‘studente italiano disobbediente’ del III millennio. Rovesciare completamente ogni logica, ribaltare i punti di vista e gli schemi dentro cui sono abituati a muoversi politica, finanza, media.
In modo non violento, ma gandhiano.
Riscrittura dei codici, dei linguaggi, delle agende in modo da costringere l’avversario ad inseguire su un terreno ignoto e senza la comoda protezione delle ‘barriere’ e dei confortevoli scenari abituali.
In fondo, gli studenti italiani che sfilano nei quartieri di periferia (abbandonando al proprio triste destino il ‘potere’ auto-esiliatosi nelle zone rosse), sulle tangenziali e si fanno ricevere al Quirinale dimostrano di aver intuito perfettamente come spiazzare l’avversario.

- Astensione dalla tv. Switch off totale per periodi prolungati. Utilizzo dei computer e della rete per diffondere informazioni sulle ragioni della protesta e sui progetti per vere riforme in nome del bene comune.

- Abdicare al ruolo di consumatori. Stop all’acquisto dei prodotti e dei marchi più in voga e più diffusi, quelli che invadono di insopportabili spot e cartelloni pubblicitari le nostre case e le nostre città. Magari focalizzando il boicottaggio verso i ‘brand’ più legati alla politica e alle istituzioni per preferire marchi etici, del commercio equo e solidale e i prodotti a km 0 da reperire attraverso i Gas (Gruppi di acquisto solidale) e non tramite la Gdo (grande distribuzione organizzata). Stop allo shopping durante i periodi dell’anno in cui si celebra il trionfo del marketing: Natale, Capodanno, San Valentino, ecc.

- Boicottaggio degli eventi sportivi professionistici. Gli stadi italiani sono già semi-deserti. Si potrebbe completare l’esodo. Magari organizzando come alternativa gite nei musei e nei luoghi d’arte per sostenere, pulire ed esigere la tutela dell’immenso patrimonio artistico italiano.

- Boicottaggio delle banche e delle assicurazioni italiane, le più care in Europa. Rivolgendosi agli istituti di credito etici.

- Resistenza fiscale. La applicarono anche il Mahatma e Martin Luther King. Niente più pagamento di tasse, gabelle e balzelli. Almeno fino a quando le istituzioni non si accorgeranno che sono al servizio dei cittadini, con i quali devono confrontarsi e ai quali devono rendere conto del proprio operato.

- Niente più acquisto di testi universitari, solo fotocopie e pdf scaricati dalla rete.

- Astinenza elettorale di massa. Fino a quando la politica non tornerà ad assumere sembianze umane, competenza, rispettabilità e ad esprimere i candidati scelti direttamente dalla volontà dei cittadini.


Questi sono naturalmente solo alcuni spunti, la fantasia non ha limiti.

L’arte della guerra ai più superficiali può apparire come un raffinato manuale di tecnica militare e strategia. Invece Sun Tzu adotta il termine ‘arte’ non a caso: l’aspetto più vero e profondo del testo è il suo nucleo filosofico. Gestire i conflitti personali dentro noi stessi e tra noi e gli altri nella vita quotidiana è la sfida più ardua. Vince chi ha la capacità e l’intelligenza di trovare nei rapporti anche conflittuali, dialogici e tra istanze plurime e complesse, l’armonia tra gli opposti.

Il guerriero più abile è colui che vince la guerra senza combattere (o meglio, senza combattimento cruento).


Ringraziamenti: grazie a Gianrico Carofiglio e alla Libreria Rinascita Agosta di Roma per i dialoghi e gli incontri culturali che favoriscono l'attività cerebrale.

Pubblicato il 29/12/2010 alle 22.14 nella rubrica Diritti.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web