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ARRESTATO IL PROF. MONTANARI. A TEATRO


di Hermes Pittelli © 


 Stefano Montanari in manette.

Un evento che in molti, amici e nemici, consideravano ormai inevitabile.
Lo scienziato maratoneta, il divulgatore scientifico, il Don Chisciotte della via Emilia che combatte contro gli inceneritori è stato finalmente fermato.
Almeno sul palco del Teatro Tendastrisce di Roma.
Insomma, il Professor Montanari interpreta se stesso nella piece di divulgazione scientifica ‘Quando i sogni vanno in fumo’; coadiuvato da un cast affiatato e soprattutto dal giornalista (non nuovo alle incursioni nei panni d’attore) David Gramiccioli.
Con un accompagnamento sonoro coinvolgente assicurato dalla giovanile verve del quartetto capitolino dei Feel.

Lo scienziato arrestato su input del ministro dell'interno Piccioni, che delega anche il compito di imbavagliare la stampa al questore, dottor Scalise.
Il pretesto: il professor Montanari, per pubblicizzare una sua conferenza, avrebbe fatto tappezzare la città con 30.000 manifesti raffiguranti un bambino reso deforme dalle nano particelle sputate da un inceneritore.
Montanari è colpevole, lo ammette subito. Montanari è reo confesso.
Un migliaio di conferenze in pochi anni, su e giù per il paese; centinaia di analisi gratuite assicurate dal laboratorio ‘a conduzione familiare’ (ma di fama internazionale) Nanodiagnostics.
Analisi che hanno portato alla scoperta delle letali nanopatologie causate dalle nano polveri, quelle prodotte da inceneritori, cementifici, acciaierie, turbogas, biomasse, carbone; insomma le attività fulcro dell’imprenditoria industriale italica.
Analisi che hanno permesso alle famiglie dei militari in missione all’estero in teatri di guerra di ottenere dallo stato giusti indennizzi per le patologie, spesso mortali, contratte dai propri congiunti e erroneamente attribuite all’uranio impoverito; causate invece dalle deflagrazioni ad alte temperature che originano nanoparticelle.

Lo scienziato bolognese commette il delitto più spaventoso che si possa concepire nell’Italia dei misteri, dei papocchi, degli intrighi che si consumano in un clima da cinepanettone pecoreccio, ma in grado di scatenare tragedie senza mai responsabili. Sul palco si fanno nomi e cognomi di ‘Personaggi’ cui la maggior parte dell’opinione pubblica, indotta da un certo ‘Sistema’, riconosce la patente di prestigio e competenza.
Smemorati d’Ippocrate in nome del conto in banca e guitti riconvertiti a guru, paladini della democrazia e della politica.
Analisi che hanno infastidito gli ‘innominabili’, quelli che non possono scientificamente contrastare le tesi di Antonietta Gatti, ma hanno interessi inconfessabili; eminenze grigie che tramando in segreto sono riuscite a sottrarre il prezioso microscopio Esem (acquistato grazie ad una entusiasmante, ma faticosa raccolta fondi popolare) per donarlo all’Università di Urbino, dove giace in attesa di consunzione da abbandono.

Ed è sconvolgente vedere sullo schermo, posizionato alle spalle del reprobo condotto da due agenti speciali nell’immaginaria questura, la carrellata di danni ed effetti collaterali prodotti dall’industria (e dalla politica collusa); la confessione, al cospetto dell’ispettore Nick Frontera, si fa via via non più coartata, ma sfocia, come un fiume carsico che trova lo sbocco in superficie, in un’appassionata, umanissima lectio magistralis.
Montanari, utilizzando il pc in cui custodisce i testi e i documenti delle proprie ricerche, proietta quello che non si deve vedere né raccontare:
un agnello nato deforme (il caso numero ‘0’ del laboratorio) con le orecchie al posto degli occhi, le zampe mutilate, privo del cervello; e poi, straziante, il bambino di 8 anni che sviluppa un inspiegabile cancro alla prostata e dopo inenarrabili sofferenze muore; il neonato ricoperto da orrende macchie e bubboni bluastri, nato da madre sana, bimbo che poche ore dopo essere venuto alla luce si spegne perché in utero ha contratto la leucemia.
Tutte vittime degli inceneritori, come quelli di Forlì o Nonantola.
Tutte vittime di quella ‘classe dirigente’ che risolve così magicamente il problema dei rifiuti e chiama 'eroi' gli avidi furfanti che costruiscono questi strumenti di morte.

C’è posto anche per le vittime potenziali, come gli abitanti di Malagrotta, gigantesca discarica laziale, zeppa anche di rifiuti tossici su cui qualcuno vorrebbe edificare un inceneritore gassificatore in grado di avvelenare tutta Roma; per la popolazione del comune di Colleferro che si batte per scongiurare la costruzione di uno di questi impianti; per la martoriata Guidonia.
Montanari se stesso ci parla della perfezione della Natura che procede in senso circolare, mentre l’uomo gioca a fare dio spezzando questa armonia e procedendo per linee rette che crede infinite.
Montanari parla, alla nostra mente e al nostro cuore, spiegandoci la follia criminale del ‘modello di sviluppo all’italiana’. Mentre fuori dai confini, magari a San Francisco in California, la raccolta differenziata, il compostaggio, il riciclo giungono al 75% sul totale dei rifiuti e nel 2020 quella metropoli festeggerà il record di prima ‘zero waste city’ (città senza ‘monnezza’).
Il Professore ci invita ad apprezzare e difendere l’Ambiente, spiegandoci quanto sia fondamentale non distruggere il foraminifero, microscopica forma di vita marina unicellulare, che assorbe l’anidride carbonica che si deposita e scioglie nei flutti, rilasciando ossigeno; peccato che gli scarichi e le emissioni velenose delle industrie lo stiano condannando all’estinzione.

L’ispettore Nick Frontera, alias David Gramiccioli (grande e storico reporter in luoghi del pianeta non troppo tranquilli e attuale conduttore della seguitissima Ouverture su Teleradiostereo), il duro dal cuore pulito trova il modo (anche attraverso una tragedia personale) non solo di comprendere le ragioni e gli studi del duo scientifico Gatti-Montanari, ma costringe la coscienza del pubblico a fare i conti con pagine poco edificanti della repubblica: l’uccisione di Carlo Giuliani al G8 di Genova, gli oscuri rapporti tra la politica, le istituzioni e settori deviati delle forze dell’ordine, cui sono concesse zone franche ‘per divertirsi’, magari massacrando di botte il debole di turno con un futile pretesto, i meccanismi perversi con cui possono essere annichilite socialmente e fisicamente le persone scomode, non allineate, non arrese al conformismo, non addomesticabili, quelle che potrebbero scompaginare questo mefitico, efficientissimo ‘Sistema’ paludoso.

L’epilogo, con il Professor Montanari rilasciato da Frontera che lo invita a fuggire e a non tornare, dipinge il nostro futuro a tinte cupe, come una nube tossica.
Un paese in declino inarrestabile, dove al momento l’intricato nodo gordiano degli interessi delle varie e ‘avariate’ cricche pare avere un potere soverchiante e inestricabile su tutto; un’Italia che oggi non è un paese per i migliori.

Eppure, la chiave di volta ottimistica, previo impegno attivo in prima persona (come da invito canoro dei Feel in apertura di spettacolo), la fornisce proprio l’indomabile scienziato maratoneta Montanari con il breve prologo alla piece.

Esiste una sola arma, non di offesa, ma di difesa, contro tutto questo:
la Conoscenza”.

Pubblicato il 26/6/2010 alle 6.24 nella rubrica Scienza.

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