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Cronache californiane: Riciclo e differenziata, guadagno in salute e dollari

di Hermes Pittelli ©


 Los angelenos lo fanno meglio. Il riciclo e la differenziata, ovvio.
Gli abitanti di Los Angeles lo fanno in modo ‘naturale’ e spontaneo. Qui non esistono discussioni su quanto sia complicato educare I cittadini ad una pratica che nel 2030 condurra’ Los Angeles al traguardo della zero waste, zero monnezza.
Del resto, la California e’ lo Stato americano che dal 1969 ha bandito le piattaforme petrolifere, da 20 anni non costruisce piu’ inceneritori (capito Italia?), e’ lo Stato che lo scorso anno ha indetto un referendum per difendere il diritto delle galline d’allevamento (!) ad uno spazio vitale consono, stabilito dalla completa apertura alare.

Funziona in modo molto pratico ed efficiente, in perfetto american style.
Fuori dalle abitazioni ci sono i bidoni della differenziata. Sono appannaggio di quei cittadini che pagano l’azienda che raccoglie i rifiuti, per evitare di recarsi di persona al centro riciclaggio e smistamento.
Gli altri, quelli che fanno fa da sé, ogni settimana circa, con la propria auto stracolma di monnezza perfettamente differenziata in carta da macero, quotidiani, vetro, lattine, organica, ecc. raggiungono il sito preposto nella propria area di residenza e scaricano negli appositi container i ‘frutti’ della raccolta domestica autogestita.

Nei supermercati, molte persone arrivano fornite di buste di stoffa per evitare di utilizzare quelle in plastica. Lo Stato li premia concedendo loro uno sconto di 5 centesimi su ogni busta riempita della propria spesa.
Le buste di plastica che comunque esistono sono spesso utilizzate piu’ volte dopo opportuno lavaggio.

Stesso principio per la raccolta delle bottigliette di vetro: quelle piccole valgono 5 centesimi, 10 quelle grandi.
Un riconoscimento che consente a molti homeless particolarmente attivi e intraprendenti di racimolare anche 20/30 dollari al giorno da utilizzare per la propria sussistenza. Magari concedendosi una colazione dal solito Starbucks, dove non e’ inusuale notare seduti gli uni accanto agli altri manager che lavorano concentratissimi sui propri lap top e vagabondi che sorseggiano un caffe’ e gustano un pumpkin bread mentre allungano le gambe e si godono il sole.

La California ha poi dichiarato guerra ai giganteschi schermi al plasma che continuano a spopolare nelle preferenze dei cultori di prodotti hi tech. Ma in molti quartieri di Los Angeles nelle ore notturne non si accendono luci per le strade. Bisogna considerare che da quando e’ stata creata la Environmental Commission of California la coscienza civica ambientalista e i progetti per la tutela dell’ambiente sono aumentati.
Una coscienza che trova alimento e supporto anche in molte associazioni civiche e addirittura legali che lavorano solo in questo settore e per questo obiettivo.
L'Abruzzo invece ha bisogno della sua Erin Brockovich da Los Angeles, alias Maria Rita D'Orsogna, per ottenere un po' d'informazione e di salvaguardia dalle multinazionali dell'ultrainquinamento.

Dalla fine degli anni ’70 ad oggi, mirate politiche di risparmio e efficienza energetica, hanno consentito incredibilmente un risparmio del 40% rispetto agli altri stati dell’Unione. Questo, nonostante la sfavillante fama di Hollywood, Beverly Hills e la vocazione di stato del turismo e delle attrazioni. La California ha continuato a espandersi demograficamente, urbanisticamente, economicamente (anche se oggi e’ vicina alla bancarotta, ma per tutto altro genere di motivi, legati ad una gestione troppo disinvolta dello strumento referandario!) riuscendo a ridurre i propri consumi energetici.

Una lezione, l’ennesima, per l’Italia: non e’ vero che la tutela dell’ambiente crei ‘riserve indiane’ (come direbbe qualche politico italiano) mettendo a repentaglio i sistemi economici. E’ vero invece che una seria strategia integrata ecosostenibile crea opportunita’ di lavoro e il cittadino ci guadagna.
In salute e denaro.

Pubblicato il 3/12/2009 alle 22.43 nella rubrica Diario.

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