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Delitto d’onore, quando l’ignoranza scatena l’odio razzista

Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”.
Vangelo di Matteo 7, 5



di Hermes Pittelli ©



 Che pacchia in questa Italia neoanalfabeta, xenofoba e razzista un orribile delitto come quello di Montereale Valcellina.
Finalmente l’italiota medio e i suoi vate(r) culturali di riferimento possono gettare la maschera da ‘italiani brava gente’ e mostrare il volto disumano del razzismo, con la certezza di riscuotere ampio consenso mediatico e popolare.

Sgombriamo il campo da equivoci: ogni delitto è orribile e non dovrebbe ammettere giustificazioni di sorta.

Ma in questo caso ci sono gli ingredienti migliori per dare la stura agli istinti più grevi della lacera Italietta attuale: un padre marocchino, musulmano che uccide la figlia 18enne, rea di infangare l’onore della famiglia per aver scelto di convivere ‘all’occidentale’ (cioé da infedele) con un occidentale, tra l’altro anagraficamente molto più grande di lei. Un affronto insopportabile da soffocare e punire in modo esemplare, nel sangue.
E così assistiamo alla penosa orgia di pseudo amministratori locali, pseudo politici, pseudo giornalisti, pseudo persone e pseudo cittadini che da veri sciacalli, sfruttando le luci della ribalta della tragedia, ci sommergono con il disprezzo per ‘l’altro’, per l’invasore straniero che ci ruba il lavoro, delinque, non ha e non deve avere diritti non solo civili e politici ma nemmeno umani (non è una persona).
Insomma, gli immigrati tutti a casa loro a cannonate oppure ‘forza Gheddafi’.
Del resto, siamo pur sempre il paese che ospita il Vaticano e che si professa cristiano, cattolico e apostolico.

Eppure, bisognerebbe temere più dello straniero (quello che varca impunemente confini che non gli appartengono) la nostra ignoranza, la nostra memoria corta; che sfociano inevitabilmente nell’ipocrisia e nell’odio immotivati.

Delitto d’onore... Fingiamo di non sapere o non rammentare che fino a poco tempo fa questo reato era considerato ‘lieve’ e ‘giustificabile’ dal nostro codice penale. E noi ci ergiamo a censori moralisti, a difensori del diritto, della Giustizia; ci arroghiamo con tracotanza il ruolo di giudici degli altrui vizi.

Codice Penale, art. 587
Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell'atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d'ira determinato dall'offesa recata all'onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella.

Ecco, questi siamo noi italiani: civili e rispettosi della dignità, della sfera individuale, dell’umanità di chi non si comporta, non pensa, non agisce come noi.

Collegato a questo ‘principio’ dell’onore, discendevano tutta una serie di altre amenità, tra cui l’altrettanto famigerato matrimonio riparatore.
Malgrado alcuni tentativi di parlamentari illuminati, come Giuliano Vassalli, di revisonare il codice penale per abrogare queste mostrusità, il delitto d’onore è scomparso definitivamente solo nel 1981. Solo nel 1981 perché le legislature erano sempre troppo brevi per l’iter legislativo e, soprattutto, perché l’opinione pubblica, nemmeno troppo segretamente, considerava ‘giusto’ questo particolare ‘delitto minore’ per sanare l’onore ferito di un padre o di una famiglia.
Onore?

Tra l’altro, sempre per memoria storica, non ci fossero state le battaglie dei vituperati radicali Bonino-Pannella (referendum sul divorzio 1974, riforma del diritto di famiglia 1975, referendum sull’aborto 1981) noi continueremmo a vivere nell’oppressione di tempi molto più bui del Medioevo (che tanto ci indigna quando ne sentiamo parlare). Anche se qualcuno nell’ex Belpaese mostra un’inguaribile e inconsolabile nostalgia per quelle epoche e a sorpresa trova molti adepti nella società italica.
Altro che integralisti islamici e talebani!

Noi italiani saremmo maestri di Civiltà?

Pubblicato il 17/9/2009 alle 18.4 nella rubrica Diritti.

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