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pensierosuperficiale "I pensieri periscono, come gli uomini". (Marguerite Yourcenar)
Lady Rowena (afterhours dreaming...)
post pubblicato in Illusioni letterarie, il 26 agosto 2010

 di Hermes Pittelli ©


 In piedi davanti a me.

Quasi un miraggio, un'apparizione metafisica.

Bianca e fine, abbraccio la mia Lady Rowena.

Lascio che faccia a brandelli la mia mente, la mia anima.

Anima arrangiata.

 

So che mi vuoi fotografare con il tuo sguardo nucleare.

Ma sì.

I
n fondo, quanto è volgare questo annaspare.

Meglio precipitare, senza graffiare l'aria,

senza rovistare nella discarica per ignobili appigli.

Grandioso bramare la perfezione nella caduta.

Non si può sprofondare per sempre.

Prima o poi si tocca terra.

In fondo, appunto.

 

Sognando, una tantum, un finale che non faccia male;

Senza cuori sporchi e senza mani pulite,

senza capri espiatori né eletti demiurghi.


Sei stata, sei, sempre sarai l'errore più geniale in cui cadere.

Solo tu mi spingi a risorgere.

Io e la mia signorina stiamo bene insieme
post pubblicato in Illusioni letterarie, il 20 agosto 2010


di Hermes Pittelli ©

 
 Usciamo di soppiatto, allegri e furtivi quando il resto dell'umanità si accinge a desinare.

Le strade deserte e quasi silenziose creano un'atmosfera più intima e umana.
Certo, qualche auto-scimunito lo incontriamo.
Si merita i miei strali, molto oxfordiani però, perché la mia signorina deambula con divino aplomb sublime, non si scompone, non si agita, mantiene un invidiabile contegno in ogni circostanza: con la pioggia o sotto il sole, con la nebbia o contro il vento, sotto la neve e nella grandine.

Io e la mia signorina ci divertiamo insieme, sorridiamo osservando piccole cose.
Notiamo ad esempio che l'intelligenza dei cittadini è inversamente proporzionale ai metri cubi di cemento con cui loschi lestofanti ci sottraggono territori un tempo meravigliosi: aumenta il cemento grigio, è sempre più rarefatta la materia grigia.
In ogni terrazzino, un'antenna parabolica che sostituisce obsoleti vasi colmi di fiori.
Più paraboliche che esseri umani, triste parabola di questi tempi moderni.
Alle volte il sorriso può essere amaro.

Ma poi andiamo in fuga verso mondi solo nostri. Io e la mia signorina: due anime, un corpo solo. Lei mi conduce frizzante e sbarazzina in luoghi che conosco da sempre, ma che insieme a lei si trasformano per magia in galassie sconosciute da esplorare senza posa. Come fossimo Argonauti alla ricerca di qualche nuovo vello d'oro o solo di un po' di saggezza da regalare a questa umanità varia ed avariata.

La mia signorina è esigente, assorbe ogni mia energia, ma i muscoli che lentamente si intossicano di acido lattico e sembrano sul punto di dilaniarsi regalano alla mente straordinarie percezioni emo-sensoriali (nessun doppio senso).
La fatica (e il dolore) stimolano la produzione di droghe naturali, un altro miracolo della mia signorina.

Rientriamo alla base appena in tempo, fuori si scatena un diluvio, forse cugino di quello universale. Esausto ma felice, di una felicità pura, adagio delicatamente la mia signorina sul suo trono personale e la detergo (no, non mi riferisco ad un dotto trattato sulle natiche) con amorevole cura.
Pensando con impaziente entusiasmo alla nostra prossima avventura.

Stiamo proprio bene insieme, io e la mia signorina...
I
o e la mia bici da corsa




permalink | inviato da erikfortini il 20/8/2010 alle 11:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sera perfetta
post pubblicato in Illusioni letterarie, il 19 agosto 2010
(dedicata a Te che conosci la mia forza e sai come attivarla)

 di Hermes Pittelli ©


 U
n caffè solo, due tazzine.

Un pontile sul mare notturno che tra le onde accoglie stelle cadenti.

Trabocchi e piattaforme petrolifere.

Gente in cerca d'allegria a buon mercato, orizzonti minimi di un paese che non c'è.

Gran galà della malinconia con cabarettisti surreali e felliniani.

Luci artificiali opache che dovrebbero sfavillare come lampadari di Versailles, nelle intenzioni.

Polo d'attrazione, ricchi premi e fritture di terza mano: un'incomprensibile colata di cemento chiamata Esperia, così disperata e anti storica da trasfigurarsi in una sorta di inno alla bellezza alternativa.

La mia serata perfetta. La tua presenza melopoietica irradia vita.

Cerco il mio destino nella schiuma del liquido bruno e profumato.

Cerco i tuoi lineamenti, le tue parole, le tue mani.

 
Nel caffè solo, con due tazzine, inseguo la mia serata perfetta, inseguo Te.

Trovo solo una tempesta.

Perfetta.

Cossiga, la solita santità post mortem e la censura
post pubblicato in Società&Politica, il 18 agosto 2010
di Hermes Pittelli ©
 

 E' morto Francesco Cossiga, ex presidente della Repubblica (ed ex 'tante cose'), evviva Cossiga!

Stomachevoli come sempre le frasette di circostanze del microcosmo politicante italico. Chissà perché, appena uno muore, per il solo merito di essere trapassato, viene beatificato all'istante. Questo tra l'altro induce a concludere che forse la dipartita rende lieti amici e nemici, sulla cui onestà intellettuale (oppure 'onestà' tout court) potremmo disquisire per anni.

Sulla pagina FaceBook della senatrice Simona Vicari (pdl, grande amica dei petrolizzatori) campeggia una frase da consegnare agli annales:
"Cossiga lascia insegnamenti preziosi".

E' vero che l'Italia è il paesino dei grandi misteri e delle verità variabili a seconda della bisogna del momento; il paesucolo della memoria corta e dei nasi lunghi, ma sono stato colto da un senso di 'vertigine'. Così ho voluto lasciare un commento, commento che poco dopo è stato misteriosamente rimosso da qualche invisibile manina. Censura preventiva?

Eppure mi sembrava di non aver scritto concetti troppo 'traumaturgici': ho solo rammentato che il Picconatore, tra i tanti insegnamenti, ha mostrato come si può abbandonare un collega di partito al tribunale del popolo delle br in nome di una qualche 'ragione di stato' o, ancora, ordinare alla polizia di massacrare senza pietà i manifestanti e i giovani docenti universitari in odore di simpatie 'sinistrorse'.

Verità storiche che lo stesso Cossiga ha raccontato e rivendicato fieramente in più di una intervista.

Ho aggiunto infine - forse commettendo peccato di lesa maestà - che tra tanti cattivi maestri italici, non ci siamo evidentemente accorti di averne perduto uno 'buono'...

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