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pensierosuperficiale "I pensieri periscono, come gli uomini". (Marguerite Yourcenar)
Halloween Abruzzo, inceneritori e petrolio
post pubblicato in Ambiente, il 31 ottobre 2009

di Hermes Pittelli ©


 Daniela Stati parla. Questa è già una notizia.

L'assessore all'ambiente della regione Abruzzo, dopo lunghi silenzi e lunga meditazione, ha preparato le risposte. Alle 10 domande di Repubblica a Berlusconi?No, molto più semplicemente a quelle che da mesi i cittadini rivolgono a lei e al governatore Chiodi sul futuro ambientale della ex regione più verde d'Europa.
Noi credevamo che il voto del silenzio fosse un ringraziamento mistico per i voti ricevuti in campagna elettorale e per la grazia ottenuta con il conferimento dell'incarico; credevamo che la barriera di indifferenza opposta alle sollecitazioni della Professoressa Maria Rita D'Orsogna e delle associazioni e dei comitati civici ambientalisti fosse timidezza per mancanza di dimestichezza alle responsabilità del ruolo. O, ancora più semplice, che avesse nulla da dire.

Invece, improvvisamente, come un baco miracoloso che si trasforma in farfalla d'inverno, Daniela Stati ha mostrato il vero volto dell'amministrazione che tiene in pugno le sorti dell'Abruzzo e delle future generazioni di abruzzesi. Insomma, non solo petrolio, per fortuna. Il progresso abruzzese passerà anche per la costruzione di termovalorizzatori. Cancrovalorizzatori, se siete ambientalisti estremisti e terroristi.

Non si può non riconoscere a Daniela Stati un umorismo fuori dal comune: per annunciare la svolta che la giunta regionale apporterà alla legge 45 (modifica che spianerà la strada all'incenerimento d'Abruzzo) ha scelto la cornice dell'Ecomondo di Rimini. Chissà cosa c'è di ecologico nell'ardere la monnezza e consentire alle polveri sottili e a quelle ultrafini (diossina, mai sentito parlare di diossina?) di inquinare l'ambiente e causare terribili malattie ai cittadini.

La ex silente Stati, di colpo loquacissima, spiattella con linguaggio da piazzisti door to door del III millennio l'epocale svolta che colpirà l'Abruzzo: "Una scelta precisa e condivisa della Giunta regionale; il messaggio è chiaro, la Regione si appresta a virare verso una scelta politica di recupero energetico dei rifiuti; ci sarà un bando pubblico, serio e trasparente per la realizzazione dell'impianto di termovalorizzazione; non saranno tollerate fughe in avanti di territori che si candideranno ad ospitare il termovalorizzatore; sui rifiuti, non si può ancora parlare di emergenza nelle quattro provincie, ma nei territori bisogna attivare la raccolta differenziata per aprire la strada alla termovalorizzazione. I fondi ci sono".

Il consueto, consunto e maleolente (come il petrolio, la monnezza e il denaro sporco degli affari sporchi) canovaccio: si calpestano le leggi e la volontà delle popolazioni in nome di qualche investitura divina; si paventa un disastro ecologico da invasione dei rifiuti, ma non si spiega al cittadino che con l'incenerimento sì ci sarà l'invasione degli ultracorpi forieri di tumori e mutazioni genetiche (nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma: i rifiuti arsi diventano qualcosa d'altro, mica spariranno per magia); si alletta il cittadino, già lobotomizzato e passivo di suo, facendogli credere che bruciando rifiuti otterrà energia gratis (basterebbe controllare le bollette per accorgersi di queste balle colossali: la svolta nucleare e termovalorizzatrice le renderà ancora più pesanti, escludendo i danni all'ecosistema e alla salute); i fondi per queste mostruosità ci sono sempre, chissà come mai. E non si venga a raccontare di scelte politiche, queste sono scelte di business per favorire gli amichetti oligarchi che gozzovigliano in questi settori.

Chissà perchè in Usa non costruiscono più inceneritori da quasi 20 anni, chissà perchè, a parte il Texas, tutti gli stati americani vietano le trivellani on shore e consentono quelle off shore, ma almeno a 160 km dalla costa. Certo, non si può accusare gli americani di essere comunisti o poco inclini al fascino dei proventi economici. Forse le ragioni sono altre, ragioni così importanti che diventano prioritarie rispetto al lucro.

Naturalmente, Chiodi e Stati ignorano l'abbondante letteratura scientifica che dimostra quanto estrazioni petrolifere e inceneritori siano letali per l'uomo e per l'ambiente. O ignorano (ma visto il ruolo che ricoprono sono ancora più colpevoli), o si illudono che con i benefici che loro ricaveranno salveranno se stessi e le proprie famiglie dalla distruzione. Fanno orecchie da mercante a tutti coloro che tentano di avvisarli, di farli tornare ad una reale coscienza politica, civica, morale.

La filosofia del vecchio dc, ma ancora influente Remo Gaspari, trionfa nelle scatole craniche delle moderne, evolute, preparatissime figure politiche svezzate a suon di marketing, inglese (esiguo e traballante) e impresa. Così, la ricetta per condannare l'Abruzzo ad un futuro di devastazione e malattia è realtà: trivellare suolo e fondali marini, bruciare i rifiuti
Del resto, zio Remo, che ancora oggi rivendica una non meglio precisata età dell'oro, quando l'Abruzzo era la "prima regione d'Europa" (grazie a lui, ovvio), gira per il territorio portando sottobraccio il faldone che testimonia come fosse l'Eni durante la Prima Repubblica a decidere strategie energetiche, di smaltimento rifiuti, costruzione d'infrastrutture e assetti urbanistici.
Oggi, siamo tornati indietro, un ritorno ma non al futuro, purtroppo.
Del resto, questo può accadere solo in un paese che espone alla gogna mediatica i giudici che applicano le leggi e tutelano la Costituzione e che assume come modello di comportamento banditi arricchiti in spregio ad ogni regola e ad ogni limite etico.

Pare proprio che quei bei tempi siano tornati. Del resto, si sa, in Italia basta attendere che si plachi la buriana e tutto (tutti i politici inetti e corrotti, i manager truffaldini, i delinquenti) si ricicla. Dobbiamo perfino tollerare le prese per i fondelli: il riciclo della monnezza non per evitare gli effetti nefasti della 'termovalorizzazione', ma per favorirla. Fine pena mai.

Halloween trova così la sua celebrazione più consona: i celti lasciavano frammenti di cibo per i cari estinti, in Abruzzo c'è chi li ha superati e lavora per estinguere l'ambiente e la popolazione.


Fonti: Primadanoi, Maria Rita D'OrsognaIng. Lorenzo Luciano

Inter, lo scudetto puzza... di petrolio
post pubblicato in Diritti, il 21 maggio 2009

Leggenda popolare vuole che i milioni di euro spesi da Moratti nel giocattolino di famiglia provengano dalle sue aziende. Come la raffineria Saras, in Sardegna. Peccato che molte di quelle risorse arrivino dalle tasche degli italiani che pagano le bollette della luce. Grazie anche al famigerato e truffaldino Cip6.
Intanto, la raffineria inquina e mette a repentaglio la vita degli operai e dei cittadini...





di Hermes Pittelli ã

 Gli italiani, anche i non interisti, non lo sanno. Eppure potrebbero chiedere a Massimo Moratti di farsi prestare per le proprie partitelle del giovedì sera o per rinforzare la propria squadra di calcio amatoriale un polpaccio di Ibraihimovic o una coscia di Muntari.

Il munifico patron nerazzurro ha condotto negli ultimi anni campagne acquisti faraoniche per la Beneamata, assicurando ai suoi pupilli e ai suoi allenatori un monte ingaggi stratosferico.

Però quei soldoni non sono esattamente tutti suoi o provenienti dalle sue aziende, come vuole la leggenda popolare alimentata dai media compiacenti.

Molte di quelle risorse transitano attraverso le fabbrichette morattiane, è vero, però provenienti dalle tasche dei contribuenti, come sempre all’oscuro di tutto.

Come? Attraverso il pagamento delle bollette della luce e grazie alla truffa del Cip6.

L’intuizione fu di papà Angelo Moratti, già presidente della gloriosa Inter targata HH (Helenio Herrera): nel 1962 decise di fondare una società petrolifera, la società che permette ai Moratti un’agiata vita da nababbi dell’oro nero.

La raffineria fu costruita a Sarroch, in provincia di Cagliari. Se vi collegate a Google Earth grazie alle immagini dal satellite vi potete rendere conto che gli impianti sono più grandi dell’intero agglomerato urbano.

La Saras, grazie alla propria dislocazione strategica, vanta qualche record: un quarto del petrolio mondiale trasportato via nave transita da qui ed è la raffineria più grande del Mediterraneo per capacità produttiva, in grado di trattare 15 milioni di tonnellate l’anno di petrolio grezzo.

La preziosa materia prima giunge soprattutto dalla Libia (quella che rende sicure le nostre coste) e dal Mare del Nord. Tra i clienti di Saras figurano nomi importanti quali Shell, Repsoil, Q8, Total; Eni, Tamoil che assicurano un sostanzioso giro d’affari. Nel 2005, ad esempio, i ricavi sono stati di 5,5 miliardi di euro per un utile netto di 332 milioni.

Costruire poi squadre di calcio competitive con queste risorse economiche diventa più facile, anche in assenza di reale competenza sportiva.

Ma la punta di diamante della faccenda non è Ibrahimovic, come si potrebbe credere ingenuamente, ma la Sarlux, la centrale elettrica posizionata nella zona sud orientale dell’impianto. La Saras impiega 1600 operai e controlla il 100% della Sarlux.

Grazie alla luce prodotta qui in Sardegna dalla famiglia Moratti, i soldi degli italiani, in modo molto più efficace del teletrasporto di Star Trek, si materializzano sui conti bancari dei campioni (?) dell’Inter.

La Sarlux ottiene energia elettrica lavorando gli scarti della produzione petrolifera, ovvero quello che tecnicamente si chiama ‘olio combustibile pesante’.

Questa sorta di pece semi solida sarebbe un’ottima base per ricavare bitume, invece viene bruciata tramite gassificazione e irrorazione di ossigeno.

Questo è combustibile altamente inquinante, molto più del metano di solito utilizzato nelle centrali elettriche. L’impianto brucia 150 tonnellate di tar l’ora. Oltre a CO2, ossidi di azoto ed emissioni varie, a fine anno la combustione lascia in dote 1.400 tonnellate di scarti tra zolfo e concentrati di metalli, come il vanadio e il nichel”.

Il vero guadagno per Sarlux arriva quando finalmente può piazzare sul ‘libero mercato’ il prodotto finito. L’energia elettrica viene interamente acquistata da un ente pubblico, il Gestore del sistema elettrico (Grtn), che garantisce un corrispettivo doppio al reale prezzo di mercato.

In pratica, gli italiani credono di essere un popolo ‘verde’ (non in senso padano, ma ecologista), di finanziare grazie ad una maggiorazione della bolletta della luce impianti che funzionano con fonti pulite quali sole, aria, acqua; invece, lo stato italiano, che per una volta ha recepito al volo una direttiva comunitaria del 1992 (relativa appunto all’incentivazione delle fonti rinnovabili, provvedimento Cip – Comitato interministeriale prezzi – numero 6), intuendo il potenziale di business, ha aggiunto (quanto sono importanti le parole!) all’aggettivo ‘rinnovabile’ e/o ‘assimilabile’. Un’altra magia italiana si è così realizzata.

I cittadini sborsano fino al 10% in più in bolletta fieri di contribuire alla diffusione di energie pulite, finanziando invece gli sporchi affari dei petrolieri (tra i quali anche la famiglia Garrone di Erg, proprietaria della Sampdoria, o la famiglia dei Brachetti Peretti di Api) che ingrassano grazie a fabbriche della morte, responsabili di inquinare e devastare il territorio e senza alcuna attenzione per la sicurezza e la salute dei propri operai.

Poi è facile ripulirsi la faccia dai liquami di petrolio, grazie ad astute operazioni di presunta beneficienza (in realtà, spietate operazioni di cinico marketing) o allestendo compagini di circenses da offrire in pasto come panem agli italioti medi pallonari; ignari che avrebbero il diritto di stilare la formazione o di giocare nel campetto dietro casa con Balotelli o Cassano.

Quando vi propinano l’edulcorata favoletta dell’elegante e generosa famiglia Moratti dovreste rabbrividire.

La signora Letizia si è fatta curare l’immagine da Red Ronnie (cercate su YouTube il video celebrativo che l’ex critico musicale anticonformista ha realizzato pro sindaco di Milano), il presidente dell’Inter nonché amministratore delegato della Saras, Massimo, si prodiga in campagne umanitarie.

In Sardegna, grazie alla loro raffineria modello, si verificano mutazioni del Dna: nascono pesci con due teste, persone di 30/40 anni non fumatrici e senza storie di cancro in famiglia, sviluppano patologie tumorali e si ammalano di leucemia.

L’Inter celebra il quarto scudetto consecutivo in Italia (“Siamo nella Storia!”, senza tralasciare l’ennesimo flop europeo, però), occulta con eleganza degna di una finta di Figo l’origine economica di questi presunti trionfi; occulta che molti dei soldi utilizzati per la costruzione della squadra sono dei cittadini, abbandona al colpevole oblio “i danni della salute di chi è costretto a respirare fumi di idrogeno solforato tutti i santi giorni. Diranno che tutto è a norma di legge, ma le norme di legge in Italia non sono minimamente scritte per proteggere le persone, non quando l'OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità) dice 0.005 ppm per l'idrogeno solforato e la legge Italiana lascia emettere ai petrolieri 30ppm!”.


Ibrahimovic
, stipendio annuo: 9 milioni di euro.

Mourinho
, stipendio annuo: 11 milioni di euro, 14 con gli sponsor come tiene a precisare lui; gli stipendi annui complessivi di mille precari, secondo un calcolo di Panorama.it.

Valore della Vita e della Salute
di un uomo, operaio della Saras o abitante di Sarroch: zero tituli.



Piccola digressione
:
Qui trovate il trailer del film OIL (durata, 1 h e 10 min.) girato dal regista sardo Massimiliano Mazzotta, lungometraggio autoprodotto che documenta le nefandezze della Saras.
La pellicola doveva essere trasmessa da Sky che poi misteriosamente ha deciso di non mandarlo più in onda. Senza spiegazioni, senza rimandi ad altra data. La Saras ha chiesto il sequestro giudiziario del documentario per contenuto diffamatorio.
Postilla maliziosa: Letizia Moratti, attuale sindaco di Milano, nel 1999 ha ricoperto la carica di amministratore delegato di Sky Europa.
La rimozione del film di Mazzotta dal palinsesto di Sky può essere catalogato alla voce ‘gesti cavallereschi’ da parte di Rupert Murdoch? Chissà...

Fonti: Altreconomia, Maria Rita D’Orsogna, La Nuova Sardegna
La sporca guerra della politica contro i cittadini
post pubblicato in Società&Politica, il 27 aprile 2009

Ovvero: i 'termovalorizzatori' (e il petrolio) non inquinano

con una breve intervista al Professor Stefano Montanari

(la celebre scena della partita a scacchi con la
morte, dal film 'Il settimo sigillo' di Bergman)


di Hermes Pittelli ã


 Siamo in guerra, purtroppo. Non dichiarata: strisciante, segreta, quindi ancora più insidiosa.
Quale guerra? Quella tra la stragrande maggioranza degli ignari cittadini (per colpevole pigrizia e indotta mancanza di fonti di conoscenza attendibili) e la politica criminale che guida questo paese a tutti i livelli (da quello nazionale – governo parlamento senato) al più piccolo dei comuni (con la confortante eccezione di quelli virtuosi) in combutta con le multinazionali della morte (Eni, Impregilo, ecc).

Multinazionali della morte, perché massacrare il territorio abruzzese (la costa teatina nella fattispecie, grazie Eni: leggete il blog della Professoressa Maria Rita D'Orsogna http://dorsogna.blogspot.com/) alla ricerca di improbabili eldorado del petrolio o avvelenare ciò che resta dell’ambiente italiano – con il suo vero tesoro di biodiversità e culture locali – per costruire inceneritori (grazie Impregilo) altro non è che una delle tante maschere con cui il business milionario si ingrassa a spese del portafoglio e della salute dei cittadini.

Siete scettici? Chiedete a chi tenta di sopravvivere in Sicilia nel triangolo del petrolchimico Priolo-Augusta-Melilli. Chiedetelo a agli abitanti di Montale, vicino a Pistoia, che si ritrovano fuori dalla porta di casa un bell’inceneritore e hanno scoperto che i loro polli, uova, pesci e altri animali sono contaminati da diossine e da PCB (policlorobifenili, ultrainquinanti persistenti dalla tossicità assimilabile alla diossina). Chiedetelo agli abitanti di Colleferro (Lt) dove nel pittoresco e suggestivo inceneritore di paese, sono stati bruciati per anni rifiuti industriali pericolosi grazie alla collusione tra politici, tecnici e amministratori locali che poi esibivano false ricerche che attestavano livelli di inquinamento nella norma (ma nella norma stabilita da chi?).
Chiedetelo a quei cittadini che in queste, o altre zone con destino simile, con stili di vita sobri, alimentazione corretta e naturale, non fumatori, si sono improvvisamente ammalati di tumore ai polmoni.

Nel giorno in cui Carlo d’Inghilterra si presenta alla Camera di Montecitorio e parla (in un italiano stentato, ma volenteroso) della minaccia dei cambiamenti climatici (sì, proprio quelli che il nostro senato ha negato per decreto) e invoca un Rinascimento ambientale planetario, Berlusconi e Bertolaso si presentano a Napoli per fare un punto sull’emergenza rifiuti in Campania.
E dichiarano in allegria - a reti unificate, tg1/2/3, tutte incredibilmente appiattite nel definire quello di Acerratermovalorizzatore’ e non I N C E N E R I T O R E - che le emissioni del gioiello tecnologico inaugurato in pompa magna un mese fa e targato Impregilo sono praticamente nulle.
Ora, a parte il fatto che gli attivisti ambientali locali sostengono che l’inceneritore (se fosse così, sarebbe un bene per la popolazione) non sia mai entrato in funzione, bisognerebbe chiedere al governo, agli amministratori locali, all’Asl locale, ai grandi giornalisti nazionali e locali, agli scienziati popolari e mediatici che sostengono gli effetti magici e taumaturgici degli inceneritori, quali reali competenze abbiano in fisica, chimica e tossicologia; ai medici collaborazionisti cosa direbbero a Ippocrate se resuscitasse oggi di fronte a loro e cosa direbbero in faccia a tutti i prossimi candidati alla chemio.
Sul sito del Professor Montanari, sorta di moderno Don Chisciotte – da noi immeritato – che si batte, insieme alla consorte Professoressa Gatti, per la Scienza vera e per la salute dei cittadini, potete trovare l’elenco delle sostanze che finiscono negli inceneritori (divertitevi: http://www.stefanomontanari.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1737&Itemid=62#JOSC_TOP) e che, sottoposti a combustione a temperature elevatissime, originano e liberano altre sostanze, polveri tossiche e nanopolveri letali che, come ripete spesso proprio l’inascoltato Scienziato, di sicuro non sono frizzante e salubre aria di montagna.

Di seguito, la breve intervista esclusiva al Professor Montanari:

D. Gli attivisti ambientali locali danno ragione al capo del governo, nel senso che secondo loro 'il termovalizzatore' (definito così a reti unificate dai soliti gionalisti informati del tg1, 2 e 3) è solo l'ennesimo spot elettorale e che in realtà non sta funzionando. Bertolaso sostiene il contrario e parla di normali tempi di rodaggio. Ma se funzionasse, è bene ripeterlo, cosa produrrebbe? Eliminerebbe magicamente rifiuti e produrrebbe energia pulita, sana ed economica?
R. "Se si bruciano 600.000 tonnellate di qualcosa, è legge della Natura che escano 600.000 tonnellate di qualcosa d’altro. Se, poi, si considerano le aggiunte e l’ossigeno che la combustione richiede, andiamo a 1.200.000 tonnellate. Qualsiasi tossicologo sa perfettamente, poi, che bruciare significa, almeno nella gran parte dei casi, trasformare materiali in altri decisamente più tossici. Tragga lei le conclusioni. Consideri anche che l’inceneritore di Acerra produrrà diossine alla dose massima tollerabile per legge da 3.914.285 persone. Per legge non significa per l’organismo".

D. A Napoli, i bimbi che hanno la fortuna di andare a scuola dicono agli insegnanti che gli inceneritori sono belli perché eliminano la monnezza e non inquinano, "l'ha detto Berlusconi in tv". Il potere di plagio delle menti, non solo quelle giovani e ancora in formazione, ma anche adulte, da parte dei politici e della tv collusa è spaventoso. Come possiamo contrastarlo o arginarlo?
R. "Gli spacciatori di droga distribuiscono gratis e davanti alle scuole caramelle drogate. È la tecnica di Berlusconi: i clienti vanno allevati fin da piccoli".

D. Sempre a proposito di Acerra, gli attivisti hanno chiesto a Bertolaso un confronto pubblico sull'impatto ambientale dell'inceneritore ma la Protezione Civile ha ignorato l'invito. Anche Lei può vantare esperienze simili, visto che da tempo 'sfida' ad un dibattito pubblico lo scienziato di regime Veronesi sui danni ambientali e per la salute dei cittadini causati dagli inceneritori, ricevendo sempre e solo sdegnati dinieghi (avrei voluto scrivere, 'rifiuti', ma non è tempo di battute...). Ci sono dunque molti scheletri da nascondere sull'argomento?
R. "
E’ fin troppo ovvio che nessuno di questi mascalzoni è in grado di sostenere un contraddittorio. Che scheletri nell’armadio ha chi ha concepito i forni dei lager?".

 

Siamo tutti protagonisti inconsapevoli – come in una sorta di remake, ma reale, del ‘Settimo sigillo’ di Bergman – di una partita a scacchi con la Morte.
E la Morte, che non ne avrebbe bisogno, ha un vantaggio clamoroso: perché non la vogliamo vedere, perché ha stretto un patto scellerato con alcuni nostri simili accecati dall’ingordigia di soldi e potere.
Ma un ambiente devastato e contaminato non li renderà immortali, non renderà immortali i loro discendenti.
E la Morte alla fine esigerà il tributo anche da loro. Una consolazione in linea con questi tempi grami, davvero troppo magra: inaccettabile.

Quando cominceremo ad agire per cambiare sul serio?
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