.
Annunci online

pensierosuperficiale "I pensieri periscono, come gli uomini". (Marguerite Yourcenar)
L’invasione dell’ultrapropaganda (politica)
post pubblicato in Società&Politica, il 1 aprile 2010




di Hermes Pittelli ©



 
Sostiene qualcuno che le intercettazioni siano un attentato alla sacra e inviolabile privatezza dei cittadini.
Nella disastrosa tornata elettorale appena conclusa, si sono verificati innumerevoli attentati alla democrazia, alla legalità, alla civiltà, alla semplice educazione.
Basti pensare all’invasione degli ultracorpi, sottoforma di cartellonistica abusivissima, avvenuta a Roma: Bonino e Polverini non si sono risparmiate.
Ebbene, la casta non solo ha deturpato e occupato strade, marciapiedi, mura, pareti con gli orridi manifesti, ma si è anche “condonata preventivamente le multe per le affissioni abusive”. Come segnala l’unico movimento politico (nell’accezione etimologica più alta) che abbia impostato la propria campagna su un programma reale, valido e concreto, proponendolo ai cittadini con garbo e sobrietà: la Rete dei Cittadini.
Il movimento capitanato da Marzia Marzoli rileva giustamente che dopo essersi “autoreferenziata, autolegittimata e auto condonata”, alla casta manca solo la vergogna di auto votarsi.

Un amletico dubbio sorge quindi spontaneo: ma se le intercettazioni utili a sgominare le cricche del malaffare e delle mafie sono attentati alla privatezza e le affissioni abusive sono auto condonate dalla setta politicante, l’invio indebito e non richiesto di ponderosi depliant propagandistici in quale categoria rientra?

Sono stato tra i milioni di italiani privilegiati che hanno ricevuto direttamente dall’attivissimo presidente del Consiglio un patinato libretto a colori, corredato da foto, tristoline in verità, utile (nelle pie intenzioni dei gladiatori della libertà) a illustrare le meraviglie e i prodigi compiuti da questo ennesimo governo Berlusconi nei suoi primi due anni di vita (dell’esecutivo, non del premier).
In più, una preziosa lettera autografa del Cavaliere che mi raccomandava di votare per Renata Polverini. Sì, sono uno sventurato cittadino della Capitale.
Della lettera e del suo contenuto parlerò in altro momento.
Mi limito a porre un trascurabile quesito: governo del fare, va bene; ma fare cosa? Come? In favore di chi?

Qui chiedo pubblicamente: la Cemit Interactive Media Spa (società del Gruppo Mondadori, quello del famigerato lodo), responsabile materiale dell’invio, come si è procurata i miei dati?
Da chi è stata autorizzata la Cemit a invadere la mia sacra privatezza, tentando di influenzare il mio giudizio politico sulla competizione elettorale? Da me, no di certo.
Questi materiali propagandistici e la loro spedizione tramite posta avranno un costo e sarebbe interessante conoscere per trasparenza da chi è sostenuto. Sono malizioso se sospetto che ricada come sempre sulle spalle (e nelle tasche) del cittadino?
Ancora, come mai nella lettera l’informativa sulla Privacy è stampata in fondo con caratteri così microscopici che servirebbe una lente elettronica per decodificarli?
Chiedo poi al Garante della Privacy, tutto questo è regolare?

Allego infine una lettera, virtuale ma aperta, al PdL:

“Cari berlusconiani, l’emozione causata dalla vostra missiva non mi si scrolla di dosso.
Vi chiamo berlusconiani, non in spregio o dileggio, ma perché concetti quali ‘Popolo’ e ‘Libertà’ sono troppo importanti, impegnativi, preziosi per degradarli a elementi di marketing.
Vi sarebbe piaciuto di più ‘Popolani della Libertà’? Suvvia, almeno ora che siamo in confidenza, siamo seri. Un conto è la reclame politicante, altro universo sono i valori e i diritti inalienabili di ogni essere umano.
Mi perdonerete se oso scrivere il termine ‘valore’ sfidando il rischio di farmi sommergere da ilarità scomposte: lo so, appaio un uomo obsoleto, proprio come la parola e il suo reale significato. Chissà, forse è stata abolita anche dai dizionari.
Purtroppo, i miei genitori mi hanno allevato e educato nel culto del rispetto dell’Altro, dell’educazione, dell’onestà e dell’etica civile e sociale, oltre ogni meschino compromesso o gretto interesse personale.
In più, non contenti dei danni perpetrati, mi hanno instillato amore per la Cultura, la Poesia, la Bellezza e infinite riserve di senso critico (mannaggia, eh!?).
Quindi, con gentilezza, vi sollecito a non inviarmi mai più materiale propagandistico, violando la mia sacra privatezza e tentando di influenzare il mio giudizio politico.
Non è una presa di posizione ‘ideologica’, lo scriverei anche al principale partito d’opposizione, se esistesse e se mettesse in pratica iniziative equivalenti.
Tra l’altro, non solo farete risparmiare tanti soldini alla comunità, ma salverete tanti preziosi alberi, eviterete ulteriori nocive emissioni di CO2, la vostra impronta ecologica sarà più lieve e anche il Pianeta vi sarà davvero grato.

Infine, il filosofo Manlio Sgalambro, tra i suoi personali consigli per una vita serena, ne aggiunge sempre uno, l’ultimo e più importante: non accettate (non fornite) mai consigli.
Oggi, contravvenendo a questo saggio e aureo precetto, ve ne lascio uno, addirittura gratis: oltre ai corsi intensivi di marketing politico, frequentate qualche buon corso di scrittura creativa.

Cordialità”.

Perché ho votato Marzia Marzoli, perché non ha vinto
post pubblicato in Società&Politica, il 30 marzo 2010




di Hermes Pittelli ©

 
 Nel Lazio c’era un solo candidato con un programma credibile: Marzia Marzoli.
Paladina della Rete dei Cittadini, espressione di quella ampia fascia di società civile attiva e pensante che non si riconosce in nessuna azienda politicante italica, né trova voce e rappresentazione sui media.
Infatti, Marzia Marzoli ha ottenuto pochissimo spazio all’interno dei tradizionali circuiti di pseudo informazione, per i quali il duello per la Pisana si è limitato al confronto tra Bonino e Polverini.
Una vergogna. Mi sembra che la nostra Carta costituzionale tuteli gli interessi delle minoranze e la loro rappresentanza nei modi e nelle regole garantite alle 'maggioranze'. Ma forse i principi sono stati stravolti da quando il Capo dello Stato ha spiegato che non era possibile escludere la lista del maggiore partito italiano, anche se i suoi delegati hanno infranto le regole per la presentazione dei candidati.
Come dire, chi è grosso e potente può fare come gli pare. Invece, il piccolo non solo non ha alcuna garanzia, ma se infrange le leggi viene addirittura disintegrato.
Una bella democrazia.

Del resto, era già accaduto alle precedenti politiche. Tra i candidati c’era anche il professor Stefano Montanari, ma credo che della questione fosse a conoscenza a stento la sua famiglia.

Certo, Marzia Marzoli si è avvalsa delle potenzialità di Internet e del passaparola tra cittadini stufi dell’arroganza e del malaffare imperanti nei palazzi del potere; ma in Italia il web è uno strumento appannaggio al momento di esigue fasce di popolazione.
La maggioranza degli italiani, inutile negarlo, si informa solamente attraverso la televisione; quindi resta esclusa dalla realtà.
Già solo la battaglia di civiltà per ripulire i muri degli edifici capitolini imbrattati dai manifesti orrendi e abusivi (come quasi tutta la cartellonistica propagandistica) dei partiti tradizionali sarebbe stato un motivo sufficiente per votarla.

Invece, Bonino e Polverini sono classiche esponenti del sistema politicante.
La signora Bonino è apprezzabile per le battaglie storiche sostenute da radicale; ma da ministro per le politiche europee e per il commercio internazionale ha mostrato cedimenti compromissori nei riguardi della Cina; paese che sarà anche una potenza economica, ma di democratico non ha che il nome; e se per la real politik dobbiamo sempre cestinare i valori inalienabili di umanità e giustizia ci trasformiamo tutti in banderuole arrugginite.

La signora Polverini, sindacalista di destra, ha mostrato (le inchieste pubblicate sui quotidiani non lasciano adito a dubbi) di essere inserita alla perfezione negli ingranaggi che muovono al momento l’economia del paese (almeno per i privilegiati): sanità, palazzinari, amicizie e alleanze giuste.

Ma i veri argomenti, i veri temi che hanno contribuito a ‘smascherare’ i bluff dei contendenti sono stati quelli scientifici. In una campagna elettorale che tutte le forze politiche hanno contribuito a rendere oscena, una sequela ininterrotta e incomprensibile di strepiti e denunce di complotti utili solo a mimetizzare vergogne, scandali, meschinità, incapacità varie e assortite, la cartina di tornasole della serietà per me era costituita da salute e ambiente. Argomenti strettamente in connubio, argomenti sconosciuti a tutti i candidati in ballo nelle varie regioni italiane.
Temi che vengono spesso liquidati dagli aspiranti amministratori del bene pubblico con ovvietà da tele rotocalco pomeridiano.
Anche perché presuppongono una minima preparazione e cultura scientifica di solito estranea ai kit usa e getta del perfetto candidato italico. Come insegna il professor Montanari nel III millennio le tecnologie “figlie spesso illegittime” della Scienza, sono quelle che potrebbero aiutarci a migliorare e salvare l’ambiente in cui viviamo e di conseguenza la nostra salute.
Conditio sine qua non, appunto una conoscenza attenta e etica della Scienza e delle sue potenziali applicazioni tecnologiche.

Anche accordando la buona fede, Bonino e Polverini si sono entrambe dimostrate di una ignoranza crassa e spaventosa.
Entrambe definiscono infatti gli inceneritori, “termovalorizzatori”. Questo in barba ai richiami della Unione Europea (Bonino è stata anche eurodeputata, ndr) che ci ha più volte ammoniti di non confondere i cittadini italiani con nomi erronei e ambigui; perché perfino i parrucconi dell’europarlamento sanno che gli inceneritori non valorizzano alcunché, sono strumenti di malattia e morte, carrozzoni che attirano e trascinano masnade di speculatori e mafiosi che per tragica ironia si arricchiranno a spese dei cittadini avvelenati.
Bonino poi si è addirittura superata con una frase tipica degli esponenti politicanti quando capiscono che l’argomento è impopolare, ma per salvarsi capra e cavoli (propri) e non precludersi compromessi vantaggiosi, si traggono d’impaccio con “non sono ideologicamente contraria ai termovalorizzatori”.
Un capolavoro.
E poi, ancora, entrambe favorevoli alla centrale a carbone di Civitavecchia; e magari alle centrali a biomasse – impianti sconosciuti negli Stati Uniti alla pari degli inceneritori – e perché no, in un’orgia inarrestabile di follia, ai filtri antiparticolato, resi obbligatori nella Lombardia feudo personale di Formigoni.

Nessuna delle due ha articolato in modo chiaro e preciso una strategia per la raccolta differenziata, il riciclo, il riuso.
Non ci si può accontentare di frasi generiche quali "La discarica di Malagrotta è fuori norma" o "La discarica più grande della regione non risponde più ai requisiti" o "Serve un piano di concertazione per la differenziata, siamo lontani dalle altre regioni".
Sono considerazioni banali, senza uno spiraglio di concretezza.
Sul nucleare, Bonino si è dichiarata contraria, mentre Polverini è stata sfuggente come un'anguilla.

Marzia Marzoli è una donna ‘aliena’. Preparata, colta, sensibile ai temi della tutela ambientale e quindi della salute dei cittadini. Purtroppo ha scontato una colpa grave: rappresentare una lista figlia di un dio minore – la Rete dei Cittadini – e soprattutto aver rifiutato compromessi e voti di scambio.
Una donna intelligente e onesta che avrebbe governato davvero nell’interesse di tutti, perfino dei furfanti che ora avranno mano libera nel devastare ancora di più il territorio laziale.
Addio sogni di una regione finalmente a misura di essere umano e non di business.
Un programma magnifico, basato sugli incentivi alla meritocrazia e sui disincentivi ai furbi e maneggioni; con al centro la qualità della vita da realizzare attraverso decentramento politico, economico e sociale e soprattutto attraverso una tutela ambientale fondata su risparmio, efficienza, fonti rinnovabili, zero rifiuti, acqua potabile pubblica e accessibile a tutti, agricoltura sostenibile, divieto di ogm e bonifica delle aree inquinate.

Invece, decenni di indiscriminato avvelenamento delle risorse idriche e del suolo, perpetrato dall’industria con la complicità ignorante e prezzolata della politica, ridurranno molto presto non solo il Lazio, ma tutte le nostre regioni a lazzaretti.
Chi si è reso responsabile e complice di questi crimini un giorno sarà chiamato a risponderne.
Per questo resto sconvolto quando passano i filmati dei moderni telegiornali istituto Luce e vedo gente con gli occhi fuori dalle orbite, paonazza, brindare con bottiglie di spumante scadente e ballare fino all’alba per festeggiare i neoeletti: quando i vostri figli, i vostri familiari, voi stessi comincerete ad ammalarvi e a morire di cancro, non esisterà più possibilità di capire e intervenire. Forse allora vi verrà l’ansia, ormai inutile, di chiedere alla politica come mai l’ex belpaese è tra le nazioni più inquinate d’Europa; come mai ogni giorno di più i cibi che portiamo in tavola sono ripieni di sostanze tossiche che ci conducono lentamente verso morti orrende.

Ho votato per Marzia Marzoli e non mi pento; anzi, rivendico la scelta con orgoglio e fierezza.
Del resto, quando da bambino guardando i film western cominci a parteggiare per gli indiani, sai già che ti sei guadagnato lo status perenne di ‘perdente’; almeno per gli standard di illegalità, corruzione e ipocrisia che dominano e affliggono il nostro paese oggi.
Lo stesso professor Montanari, memore della sua esperienza, era stato buon profeta nel preconizzare la debacle della Rete dei Cittadini.
Marzia Marzoli ha comunque raggranellato 14.000 sudatissimi e meritatissimi voti; questo sì un vero miracolo considerando l’ostracismo mediatico e l’incostituzionale disparità di mezzi nella competizione elettorale.
L’auspicio è che abbia voglia di proseguire nelle sue/nostre battaglie, coadiuvata e sostenuta magari da un numero crescente di cittadini sempre più informati e coscienziosi.

Non ho scritto i motivi per cui Marzia Marzoli non è stata eletta?
Ma sono proprio gli stessi per cui in un paese serio avrebbe stravinto in carrozza.


Per approfondire:
ReteDeiCittadini, Professor Stefano Montanari

Sfoglia marzo        maggio