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pensierosuperficiale "I pensieri periscono, come gli uomini". (Marguerite Yourcenar)
Recisi 15 tentacoli della Piovra Munnezza in Campania
post pubblicato in Società&Politica, il 4 giugno 2009

“Il medico deve evitare ogni condizione nella quale il giudizio professionale riguardante l’ interesse primario, quale è la salute dei cittadini, possa essere indebitamente influenzato da un interesse secondario. Il conflitto di interesse riguarda aspetti economici e non, e si può manifestare nella ricerca scientifica, nella formazione e nell’aggiornamento professionale, [….]e nei rapporti individuali e di gruppo con industrie, enti, organizzazioni e istituzioni, nonché con la Pubblica Amministrazione.” (Articolo 30 del Codice Deontologico Medico)

 

 






di Hermes Pittelli ã

 

 

 
 Le Ecoballe scoppiano. Quindici arresti in Campania nell’ambito dell’inchiesta che cerca di appurare le irregolarità dei collaudi effettuati dalla famigerata Fibe Spa (società del Gruppo Impregilo, che dal 1998 al 2005 ha detenuto l’incarico dello smaltimento rifiuti in Campania) nel ciclo di produzione Cdr nel napoletano e nel Sannio. Cdr, ovvero combustibile derivato dai rifiuti, la capacità quindi di produrre energia attraverso le ecoballe di munnezza.

Peccato che in questi presunti cumuli di rifiuti finissero scarti tossici nocivi per la salute umana (qualcuno dirà che l’alto tasso di patologie tumorali in Campania è solo una drammatica fatalità), peccato che gli impianti in teoria progettati per effettuare questo ‘miracolo’ non fossero a norma, peccato che in queste aree, poste sotto sequestro, si continuasse l’opera di avvelenamento del territorio e dell’organismo umano.

 

Ecco i nomi e l’identikit dei 15 eroi che portavano avanti questo lercio lavoro e che approfittando del loro ruolo di amministratori della cosa pubblica e stimati docenti universitari lucravano attestando conformità a strumenti dispensatori di morte.

Sono accusati ‘solo’ di falso ideologico in atto pubblico, al momento si trovano agli arresti domiciliari; l’indagine è stata condotta dai soliti pm Giuseppe Noviello, Paolo Sirleo, Alessandro Milita.

 

ANIELLO CIMITILE, presidente della provincia di Benevento, nonché rettore dell’Università del Sannio;

 

ORESTE GRECO, docente universitario in Ingegneria dell’Informazione;

 

GIUSEPPE SICA, architetto;

 

CLAUDIO DE BIASIO, architetto, sub commissario per l’emergenza rifiuti in Campania (uno dei fedeli aiutanti di Bertolaso, un servitore dello Stato intimidito dalle toghe rosse), già finito agli arresti nel 2008;

 

VINCENZO NASO, docente di Ingegneria alla prestigiosa università Federico II di Napoli;

 

GIUSEPPE VACCA, ingegnere, direttore dei lavori all’inceneritore di Acerra. A marzo, citando lo pseudoscienziato Umberto Veronesi, aveva affermato che il ‘termovalorizzatore’ avrebbe comportato “zero rischi per la popolazione” (tra il Dottor Zero e Mourinho, ma qui poi la gente si ammala e muore);

 

VITTORIO COLAVITA, ingegnere, revisore dei conti della Confservizi Campania,;

 

ALFREDO NAPPO, igegnere, esperto in beni ambientali;

 

VITALE CARDAMONE, ingegnere;

 

RITA MASTRULLO (no, una donna no), docente di Fisica Tecnica alla Federico II;

 

FILIPPO DE ROSSI, ordinario di Fisica Tecnica, rettore della facoltà di Ingegneria all’Università del Sannio;

LUIGI TRAVAGLIONE, ingegnere dell’ufficio tecnico di Benevento, fiduciario del Coni di Benevento;

 

MARIO CINI;

 

FRANCESCO SCALINGIA.

 

Dalle indagini emerge anche un’altra, inquietante verità: i ‘professionisti’ utilizzati dalle strutture commissariali in alcuni casi erano praticamente semianalfabeti. Nel migliore dei casi, possono vantare licenze di terza media. Italia, terzo millennio, membro del G8. Olé!
Ecco, con questa sorta di gogna virtuale (ideata dalla Professoressa Maria Rita D'Orsogna, paladina della lotta contro la petrolizzazione d'Abruzzo) tentiamo di ricoprire di ludibrio gli amorali, i senza etica, i corrotti che hanno certificato la conformità di impianti pericolosi. Nel frattempo in Campania si accumulano milioni di ecoballe letali che non possono essere smaltite, ma il governo continua a smerciare lo spot sulla soluzione portentosa del caso munnezza.

Intanto, i Cdr continuano a trattare i rifiuti, ma in modo ‘creativo’ rispetto a quanto prescritto dalla legge, perché non esiste una reale strategia per il ciclo di smaltimento della munnezza, perché l’unica risposta che la politica, le industrie e gli ‘scienziati’ a libro paga hanno saputo fornire è stata: inceneritori killer a go go.

 

Paolo Rabitti, ingegnere, consulente tecnico per la Procura di Napoli nell’inchiesta sull’emergenza rifiuti in Campania, in un’intervista concessa al Corriere del Mezzogiorno on line, dice senza mezzi termini che “i responsabili della situazione sono Impregilo che non ha fatto quello che avrebbe dovuto, e le amministrazioni pubbliche che non hanno esercitato i controlli”. Nessun teorema, una spiegazione semplice e banale, con colpevoli evidenti e le consuete vittime, i cittadini ignoranti e proni. Il I luglio, nell’aula bunker di Poggioreale, ennesima udienza del processo che vede tra gli imputati governator Bassolino, quello del rinascimento partenopeo.
Rabitti, en passant, illumina anche l’agnostico sul ruolo ‘marginale’ della camorra in questo giochino: “Il bando (l’appalto per lo smaltimento viene assegnato tramite bando di gara indetto dalla pubblica amministrazione, ndr) delega la localizzazione delle discariche a Impregilo e crea il presupposto di una contrattazione tra quest’ultima e i proprietari delle cave, di rado galantuomini” .
Di rado galantuomini, appunto, come del resto si evince anche dal film di Matteo Garrone, Gomorra, tratto dall'omonimo romanzo inchiesta di Roberto Saviano.
Le solite bazzecole, le solite congiure.

 

La Dottoressa Patrizia Gentilini, del Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute, quindi il lato buono della Scienza, ha più volte tentato di svegliare i cittadini dall’ipnosi, allertandoli sulla pericolosità degli inceneritori.

Oggi ha pubblicato un articolo sul sito del Professor Montanari, un altro Scienziato onesto che non nascondendo nei cassetti contratti con multinazionali, se la passa male e rischia ogni giorno la chiusura del proprio laboratorio.
In breve, i grandi medici ufficiali, quelli graditi al Potere, quelli mediatici, quelli che pontificano da certi salotti ‘giornalistici’, amati dalle masse bovine, senza pudore, ormai totalmente slegati dal giuramento d’Ippocrate, osano dare alle stampe lavori che dimostrerebbero, contro ogni studio internazionalmente riconosciuto su base scientifica ed epidemiologica, l’estraneità dei termovalorizzatori sull’incidenza tumorale.
Eppure, se molti milioni di italiani hanno visto e sentito Veronesi da Fazio, giurare e spergiurare sull’impatto zero di questi impianti, forse solo i più vivaci intellettualmente si sono presi la briga di sfruculiare la rete per pescare questa intervista, nella quale l’oncologo ammette di non essere un esperto in materia e di essersi fidato sulla parola dei suoi collaboratori. Lo stesso oncologo rifiuta da tempo un confronto pubblico con il Professor Montanari. Chissà cosa teme.

 

Nel frattempo, la politica lavora per risolvere questi terribili problemi dei cittadini.

Capezzino, portavoce del PdL, precisa: “Anche dinanzi a questa iniziativa della magistratura, che ha per oggetto esponenti e protagonisti della sinistra campana, il Pdl conferma di non voler usare l'arma giudiziaria, esattamente all'opposto del giustizialismo della sinistra. Ci basta la valutazione politica: e' stato il Pd a creare l'emergenza rifiuti, con danni drammatici per la Campania; ed e' il Pdl, grazie all'opera del Governo Berlusconi, che invece la sta risolvendo”.
Ecco, questo il contributo al bene comune.
Silenzio, naturalmente, sul fatto che Impregilo sia sponsorizzata dal governo (Berlusconi&Bertolaso), silenzio sulla deriva petrolifera che l'Eni e altre multinazionali dell'oro nero stanno perpetrando in quasi tutte le regioni italiane, sempre grazie alla sponda generosamente offerta dall'attuale esecutivo.

Nel frattempo, a Palermo, arriva il solito Bertolaso, che nel corso di una delle udienze dell’inchiesta campana in cui è coinvolto, ha ammesso: “Sa­pevo che gli impianti non erano in grado di realizzare ecoballe, nè fos (frazione organica differenzia­ta, ndr). Non ricordo se fossero in grado di realizzare il trattamento aerobico sulla frazione organica (procedura per trasformare il rifiu­to in compost, ndr). Più volte ho fatto il giro degli impianti di cdr: ricordo di aver chiesto ai tecnici presenti se il trattamento aerobi­co della frazione organica si faces­se, mi venne detto di sì”.
Insomma, anche lui anima candida come Veronesi, vittima della cieca fiducia nei confronti del prossimo.
Nel capoluogo siculo assisteremo allo stesso copione girato in Campania: esercito e inceneritori. Come non bastasse il petrolchimico a massacrare una delle isole più belle del mondo.

 

Roberto Pirani, uomo di buonsenso e che si batte per una serio progetto di smaltimento rifiuti, si chiede giustamente, come tutte le persone di buona volontà: “Ma la legge esiste?”.

 

Rapporti oscuri e intrecci d’interesse tra politicume, multinazionali e criminalità organizzata, non sono una novità, soprattutto in Italia, ma – prendo a prestito una frase della Dottoressa Gentilini – con sgomento chiedo: “Se i medici (certi medici, ndr) sapevano, perché hanno taciuto?”.

 

 

 

 

 

 

 

Scienza italiana pro inceneritori: “Lasciate che i pargoli vengano a me”
post pubblicato in Società&Politica, il 18 maggio 2009

Quando la ‘cultura scientifica’ si allea con la ‘politica ambientale’ che fa costruire gli inceneritori mortali. Il caso del Museo Leonardo di Milano



“... che possa esser nocivo? qualcuno ha un po’ paura. né zolfo, né diossine, l’Arpa ce l’assicura! E il frutto del vapore? Voi già lo sapevate, è avere un bel calduccio e luci illuminate ...”
(Filastrocca per bambini, filastrocca pro inceneritore Silla 2 nella foto. Filastrocca presente sui pannelli del Museo della Scienza e Tecnologia Leonardo di Milano)

Documento dell’Arpa di Torino sull’incidenza tumorale nelle aree vicine ad un inceneritore.


di Hermes Pittelli ã

 In Italia ci lamentiamo e versiamo lacrime di coccodrillo per la morte della cultura scientifica e per la cronica carenza di fondi da destinare alla ricerca.

Ma bisognerebbe anche distinguere tra scienziati veri, onesti ed incorruttibili (la professoressa Gatti, il professor Montanari, la professoressa Maria Rita D’Orsogna emigrata, beata lei e poveri noi, in California.
Una precisazione: non curo la loro immagine, né il loro ufficio stampa. Non ne hanno bisogno: LAVORANO secondo etica e deontologia) e altri, lieti di servire ‘la ragion di Stato’ e indottrinare le masse con nozioni false e fuorvianti; dietro lauto compenso e grande visibilità mediatica.

Ancora più terribile quando vittime di queste strategie criminali sono i bambini e i giovani studenti delle scuole primarie e secondarie, i nostri figli, le generazioni di futuri cittadini, le leve del domani, se un domani sarà lasciato loro.

Il Museo Leonardo di Milano (http://www.museoscienza.org/), museo della scienza e della tecnologia, realizza in collaborazione con Amsa (http://www.amsa.it/) società del gruppo A2A (http://www.a2a.eu/gruppo/cms/a2a/, nato dalla fusione tra la municipalizzata di Brescia e quella ambrosiana e quotato a Piazza Affari) che gestisce raccolta e smaltimento rifiuti nel capoluogo lombardo, progetti con le scuole per divulgare amore per il sapere scientifico tra le giovani menti in formazione. Un intento nobile, che si distingue tra la miriade di progetti e attività che caratterizzano l’attivissimo museo scientifico meneghino, il più grande d’Italia.

Peccato che all’interno della sezione museale riservata al ciclo dei rifiuti siano stati allestiti dei pannelli che recano una raccapricciante e sconvolgente filastrocca pro inceneritore (nel caso specifico, l’impianto milanese Silla2, riprodotto con un plastico da far invidia a Bruno Vespa):

http://www.youtube.com/watch?v=BidcrAHRUCQ

Dunque, bisogna dare ragione una volta di più al professor Montanari quando parla di caramelle drogate distribuite ai bambini fuori dalle scuole per renderli da subito cittadini arrendevoli e manipolabili.

Spulciando, senza nemmeno troppo affanno, si scoprono notizie interessanti: Amsa gestisce l’impianto di ‘termovalorizzazione’ Silla 2 quello decantato nella idilliaca filastrocca e che viene fatto visitare ai bambini delle scuole, quello che esibisce report settimanali sulle emissioni in atmosfera con valori immacolati, ampiamente al di sotto dei limiti stabiliti dalla Legge (qui un esempio: http://www.amsa.it/emissioni/Riepilogo.htm); ma come dice il Professor Montanari, “stabilito dalla Legge, non significa tollerabile dall’organismo”.

Amsa, come abbiamo visto, è una società del gruppo a2a spa, gruppo che si occupa di produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica, di distribuzione e vendita di gas, di produzione distribuzione e vendita di calore attraverso reti di teleriscaldamento, di gestione dei rifiuti, di gestione del ciclo idrico integrato; con un giro di affari sui 5.000 milioni di euro per un utile netto di circa 521.

Una società recente, la cui genesi non è priva di ombre, soprattutto per un’anomala proliferazione di poltrone e incarichi, tutti remunerati, quindi piuttosto costosi (Fonte Il sole 24 ore, mica il Manifesto).

La a2a controlla, tra le altre (circa una sessantina, come in un gioco di matrioske), anche Partenope Ambiente (la stessa che non era riuscita ad arginare l’emergenza rifiuti in Campania e che anzi aveva contribuito a crearla) la società che gestisce il glorioso impianto di Acerra, che ancora non funziona, ma gode dei benefici del truffaldino Cip6.

Il premier Berlusconi in persona si è congratulato con il presidente del Consiglio di Gestione di A2A, Giuliano Zuccoli, per essersi aggiudicato l’appalto relativo al ‘termoutilizzatore’ modello, che secondo Bertolaso, capo della Protezione civile, dovrebbe fungere da apripista per i gemelli di Napoli, Santa Maria La Fossa (speriamo nel frattempo, di non finirci tutti, in una fossa) e Salerno.

E il cerchio si chiude, o meglio quadra: per i soliti noti.

La Repubblica ha rivolto 10 domande a Berlusconi sull’affaire Noemi; io, con molta più modestia, mi sono limitato ad inviare una piccola intervista al direttore del Museo Leonardo, Fiorenzo Galli (qui il suo curriculum vitae). Berlusconi non ha risposto a La Repubblica, il direttore del Leonardo, al momento, non ha risposto ai miei quesiti.

Pubblico l’intervista lasciando gli spazi vuoti, sperando che prima o poi, sia possibile colmarli con le risposte.

1) Gentile Direttore. Immagino sia padre di famiglia, immagino sia stato bambino anche Lei, immagino che anche per Lei non esista al mondo nulla di più importante della salute e della serenità dei bambini. Dunque, può spiegare per quale motivo all’interno del museo Leonardo da Lei diretto esiste un pannello con una terribile filastrocca pro’inceneritori? Ci rassicuri, ci dica che è stata una svista e che il pannello sarà rimosso, visto che il museo prevede progetti e visite da parte di giovani, ingenui, ignari studenti delle scuole primarie e secondarie.

R.

2) Come è possibile collaborare con la Società Amsa che organizza visite guidate delle scuole all’inceneritore Silla2? Come è possibile far credere ai dei bambini, cittadini del domani e risorsa del futuro del Paese, che bruciando tonnellate di rifiuti si ottenga fresca e salubre aria di montagna?

R.

3) Lei è laureato in politica economica e finanziaria, quindi forse non sa che in questi impianti, definiti con ipocrisia ‘termovalorizzatori’, finiscono sostanze nocive che sottoposte a combustione a temperature elevatissime originano altre sostanze e nanoparticelle ancora più pericolose e letali, responsabili di patologie cancerogene, in grado di causare la malformazione dei feti umani, in grado di devastare l’ambiente, inquinando falde aquifere e coltivazioni?
Se non crede a me può rivolgersi ai massimi esperti nel campo, Professoressa Gatti e Professor Montanari, che spiegheranno in modo esauriente che chimica, fisica e tossicologia non sono materie opinabili o da sondaggio su qualche rotocalco patinato con velleità d’informazione pseudoscientifica.

R.

4) Quindi, Le richiedo, dopo opportuna documentazione e verifica, se intende mutare la filosofia che ha ispirato la vergognosa esposizione della macabra filastrocca.

R.

5) Non basta, come fa Amsa, dipingere i propri camion di verde, mettere sul proprio sito foto di fiori e bambini sorridenti e parlare a vanvera di sostenibilità ambientale, per essere reali paladini dell’Ambiente. Le rivolgo, esimio Direttore, un’ultima domanda: Lei farebbe crescere i suoi figli in un territorio che affida lo smaltimento dei rifiuti agli inceneritori o che trivella anarchicamente il sottosuolo e le coste alla ricerca di improbabili eldorado petroliferi liberando nell’aria sostanze altamente tossiche in grado di deteriorare il Dna umano?

Direttore, La prego di rispondere. Se non a me, a coloro che mi leggono, almeno alla Sua coscienza.

Cordiali saluti (e salute).

La sporca guerra della politica contro i cittadini
post pubblicato in Società&Politica, il 27 aprile 2009

Ovvero: i 'termovalorizzatori' (e il petrolio) non inquinano

con una breve intervista al Professor Stefano Montanari

(la celebre scena della partita a scacchi con la
morte, dal film 'Il settimo sigillo' di Bergman)


di Hermes Pittelli ã


 Siamo in guerra, purtroppo. Non dichiarata: strisciante, segreta, quindi ancora più insidiosa.
Quale guerra? Quella tra la stragrande maggioranza degli ignari cittadini (per colpevole pigrizia e indotta mancanza di fonti di conoscenza attendibili) e la politica criminale che guida questo paese a tutti i livelli (da quello nazionale – governo parlamento senato) al più piccolo dei comuni (con la confortante eccezione di quelli virtuosi) in combutta con le multinazionali della morte (Eni, Impregilo, ecc).

Multinazionali della morte, perché massacrare il territorio abruzzese (la costa teatina nella fattispecie, grazie Eni: leggete il blog della Professoressa Maria Rita D'Orsogna http://dorsogna.blogspot.com/) alla ricerca di improbabili eldorado del petrolio o avvelenare ciò che resta dell’ambiente italiano – con il suo vero tesoro di biodiversità e culture locali – per costruire inceneritori (grazie Impregilo) altro non è che una delle tante maschere con cui il business milionario si ingrassa a spese del portafoglio e della salute dei cittadini.

Siete scettici? Chiedete a chi tenta di sopravvivere in Sicilia nel triangolo del petrolchimico Priolo-Augusta-Melilli. Chiedetelo a agli abitanti di Montale, vicino a Pistoia, che si ritrovano fuori dalla porta di casa un bell’inceneritore e hanno scoperto che i loro polli, uova, pesci e altri animali sono contaminati da diossine e da PCB (policlorobifenili, ultrainquinanti persistenti dalla tossicità assimilabile alla diossina). Chiedetelo agli abitanti di Colleferro (Lt) dove nel pittoresco e suggestivo inceneritore di paese, sono stati bruciati per anni rifiuti industriali pericolosi grazie alla collusione tra politici, tecnici e amministratori locali che poi esibivano false ricerche che attestavano livelli di inquinamento nella norma (ma nella norma stabilita da chi?).
Chiedetelo a quei cittadini che in queste, o altre zone con destino simile, con stili di vita sobri, alimentazione corretta e naturale, non fumatori, si sono improvvisamente ammalati di tumore ai polmoni.

Nel giorno in cui Carlo d’Inghilterra si presenta alla Camera di Montecitorio e parla (in un italiano stentato, ma volenteroso) della minaccia dei cambiamenti climatici (sì, proprio quelli che il nostro senato ha negato per decreto) e invoca un Rinascimento ambientale planetario, Berlusconi e Bertolaso si presentano a Napoli per fare un punto sull’emergenza rifiuti in Campania.
E dichiarano in allegria - a reti unificate, tg1/2/3, tutte incredibilmente appiattite nel definire quello di Acerratermovalorizzatore’ e non I N C E N E R I T O R E - che le emissioni del gioiello tecnologico inaugurato in pompa magna un mese fa e targato Impregilo sono praticamente nulle.
Ora, a parte il fatto che gli attivisti ambientali locali sostengono che l’inceneritore (se fosse così, sarebbe un bene per la popolazione) non sia mai entrato in funzione, bisognerebbe chiedere al governo, agli amministratori locali, all’Asl locale, ai grandi giornalisti nazionali e locali, agli scienziati popolari e mediatici che sostengono gli effetti magici e taumaturgici degli inceneritori, quali reali competenze abbiano in fisica, chimica e tossicologia; ai medici collaborazionisti cosa direbbero a Ippocrate se resuscitasse oggi di fronte a loro e cosa direbbero in faccia a tutti i prossimi candidati alla chemio.
Sul sito del Professor Montanari, sorta di moderno Don Chisciotte – da noi immeritato – che si batte, insieme alla consorte Professoressa Gatti, per la Scienza vera e per la salute dei cittadini, potete trovare l’elenco delle sostanze che finiscono negli inceneritori (divertitevi: http://www.stefanomontanari.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1737&Itemid=62#JOSC_TOP) e che, sottoposti a combustione a temperature elevatissime, originano e liberano altre sostanze, polveri tossiche e nanopolveri letali che, come ripete spesso proprio l’inascoltato Scienziato, di sicuro non sono frizzante e salubre aria di montagna.

Di seguito, la breve intervista esclusiva al Professor Montanari:

D. Gli attivisti ambientali locali danno ragione al capo del governo, nel senso che secondo loro 'il termovalizzatore' (definito così a reti unificate dai soliti gionalisti informati del tg1, 2 e 3) è solo l'ennesimo spot elettorale e che in realtà non sta funzionando. Bertolaso sostiene il contrario e parla di normali tempi di rodaggio. Ma se funzionasse, è bene ripeterlo, cosa produrrebbe? Eliminerebbe magicamente rifiuti e produrrebbe energia pulita, sana ed economica?
R. "Se si bruciano 600.000 tonnellate di qualcosa, è legge della Natura che escano 600.000 tonnellate di qualcosa d’altro. Se, poi, si considerano le aggiunte e l’ossigeno che la combustione richiede, andiamo a 1.200.000 tonnellate. Qualsiasi tossicologo sa perfettamente, poi, che bruciare significa, almeno nella gran parte dei casi, trasformare materiali in altri decisamente più tossici. Tragga lei le conclusioni. Consideri anche che l’inceneritore di Acerra produrrà diossine alla dose massima tollerabile per legge da 3.914.285 persone. Per legge non significa per l’organismo".

D. A Napoli, i bimbi che hanno la fortuna di andare a scuola dicono agli insegnanti che gli inceneritori sono belli perché eliminano la monnezza e non inquinano, "l'ha detto Berlusconi in tv". Il potere di plagio delle menti, non solo quelle giovani e ancora in formazione, ma anche adulte, da parte dei politici e della tv collusa è spaventoso. Come possiamo contrastarlo o arginarlo?
R. "Gli spacciatori di droga distribuiscono gratis e davanti alle scuole caramelle drogate. È la tecnica di Berlusconi: i clienti vanno allevati fin da piccoli".

D. Sempre a proposito di Acerra, gli attivisti hanno chiesto a Bertolaso un confronto pubblico sull'impatto ambientale dell'inceneritore ma la Protezione Civile ha ignorato l'invito. Anche Lei può vantare esperienze simili, visto che da tempo 'sfida' ad un dibattito pubblico lo scienziato di regime Veronesi sui danni ambientali e per la salute dei cittadini causati dagli inceneritori, ricevendo sempre e solo sdegnati dinieghi (avrei voluto scrivere, 'rifiuti', ma non è tempo di battute...). Ci sono dunque molti scheletri da nascondere sull'argomento?
R. "
E’ fin troppo ovvio che nessuno di questi mascalzoni è in grado di sostenere un contraddittorio. Che scheletri nell’armadio ha chi ha concepito i forni dei lager?".

 

Siamo tutti protagonisti inconsapevoli – come in una sorta di remake, ma reale, del ‘Settimo sigillo’ di Bergman – di una partita a scacchi con la Morte.
E la Morte, che non ne avrebbe bisogno, ha un vantaggio clamoroso: perché non la vogliamo vedere, perché ha stretto un patto scellerato con alcuni nostri simili accecati dall’ingordigia di soldi e potere.
Ma un ambiente devastato e contaminato non li renderà immortali, non renderà immortali i loro discendenti.
E la Morte alla fine esigerà il tributo anche da loro. Una consolazione in linea con questi tempi grami, davvero troppo magra: inaccettabile.

Quando cominceremo ad agire per cambiare sul serio?
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