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Letteratura a fumetti, il coraggio di crescere con le nuvole parlanti
post pubblicato in CulturaSpettacolo, il 20 settembre 2012



'Fiato sospeso', graphic novel di Silvia Vecchini e Antonio Vincenti in arte Sualzo, non è un gioco da ragazzi. Insegna ai giovani, ma anche agli adulti, l’importanza di sapersi tuffare nel mare della Vita senza bolle di protezione. Per diventare grandi davvero.


di Hermes Pittelli ©


 Non più figli di un dio minore, né intrattenimento per bambini.
I Fumetti sono diventati adulti e soprattutto forma d’arte ufficialmente riconosciuta dalla Cultura.
Come ‘illustra’ Sualzo alias Antonio Vincenti agli schiamazzanti e indomabili ragazzi delle scuole medie pordenonesi, “il fumetto è un mezzo (medium), non un genere. Proprio come il cinema. Attraverso i fumetti si può creare letteratura”.
Non a caso, Sualzo e la scrittrice Silvia Vecchini sono gli autori dello splendido e fortunato graphic novel ‘Fiato sospeso’, vicenda di Olivia, ragazzina affetta da allergie che trova nel nuoto e nell’amicizia di Leo il coraggio di rompere la bolla protettiva costruita intorno a lei dalla madre, per tuffarsi nel mare imprevedibile, ma meraviglioso, della Vita.
Un autentico romanzo a fumetti nel quale la parola scritta e le immagini si fondono in un connubio armonico sorprendente ed efficacissimo. Particolare che non è sfuggito agli entusiasti piccoli lettori che affollano gli stand di Pordenonelegge.it (alcuni, critici letterari in erba per l’acutezza delle osservazioni, ndr) come emerge dalle centinaia di lettere inviate ai due creatori di questa storia.
Stabilita la differenza tra fumetto seriale (ad es: Dylan Dog, Topolino, eroi Marvel, Diabolik, quelli con appuntamento periodico in edicola e con caratteristiche sostanzialmente immutabili dei personaggi e delle vicende, ndr) e graphic novel (“i protagonisti si evolvono in un numero concentrato di pagine, di solito si tratta di un avventuroso viaggio di crescita”), certificata la dignità culturale delle nuvole parlanti, Sualzo e Silvia raccontano ai giovani fan la genesi di ‘Fiato sospeso’.



Silvia
: “Mi piace scrivere storie nelle quali mi sento completamente coinvolta, nelle quali mi ritrovo.
La vicenda di Olivia nasce da una duplice ispirazione. Si tratta di una storia reale perché mia figlia è affetta da allergia, anche se è molto diversa dalla protagonista. Mi incuriosiva capire e immaginare cosa sarebbe accaduto a Olivia una volta uscita inevitabilmente dalla sfera protettiva materna, crescendo. Anche mia figlia pratica il nuoto perché è l’unica attività sportiva che possa affrontare in relativa sicurezza. Io stessa da bambina ero allergica, la mia vita - come oggi la sua - poteva dipendere dall’intervento tempestivo di una persona sconosciuta. Da tutto questo è scoccata la scintilla creativa, capire cosa accade quando la bolla si rompe. E’ una legge di Natura, ad un certo punto la mamma smette di occuparsi del pulcino, è lui con il becco divenuto robusto a sufficienza a dover rompere il guscio per uscire nel mondo”.
Antonio/Sualzo: “Per creare la storia di Olivia, abbiamo utilizzato un procedimento molto simile a quello delle riduzioni cinematografiche dei romanzi. Di solito, per il graphic novel non si lavora così, ma ci si affida ad un meccanismo molto lungo e complesso”.
Silvia: “Ho scritto la sceneggiatura in modo molto più libero e agile rispetto a quelle tradizionali per il cinema o per il fumetto. Mi interessava molto più concentrare l’attenzione sui dialoghi e sui dettagli di piccoli oggetti in grado di creare l’atmosfera giusta per la vicenda. Era poi davvero emozionante osservare come scena dopo scena i personaggi prendevano vita e si muovevano attraverso i disegni di Antonio”.
Antonio/Sualzo: “Molti lettori hanno evidenziato l’aderenza perfetta tra il testo e i disegni. In realtà il disegnatore è sempre molto preoccupato per il risultato finale, è sempre preda del dubbio sulla propria capacità di riuscire a rendere graficamente il significato della parola scritta. Ci siamo riusciti per la grande sintonia tra noi, per il modus operandi che abbiamo adottato da subito. Per esempio, eravamo entrambi d’accordo che i colori non dovessero rispecchiare la realtà, ma adattarsi e comunicare l’universo emotivo dei personaggi”.

Silvia Vecchini e Antonio Vincenti/Sualzo hanno ottenuto l’obiettivo più gratificante. Le giovani Lettrici e i giovani Lettori si sono appassionati non solo al loro romanzo a fumetti, ma alla letteratura tout court, dimostrando un’intelligenza e una sensibilità rare nel cogliere le sfumature della delicata sfera emozionale di Olivia e Leo.
Saranno quindi non solo Lettori attenti e appassionati in futuro, ma Cittadini migliori e forse, chissà, nuovi autori a loro volta.
Come insegna Olivia, nel finale aperto della sua storia, la vera vittoria nella Vita non consiste nel raggiungere il traguardo per primi, ma nel coraggio di affrontare le sfide:
anche contro i propri limiti, anche quelle che ci lasciano con il fiato sospeso.

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