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pensierosuperficiale "I pensieri periscono, come gli uomini". (Marguerite Yourcenar)
Io e la mia signorina stiamo bene insieme
post pubblicato in Illusioni letterarie, il 20 agosto 2010


di Hermes Pittelli ©

 
 Usciamo di soppiatto, allegri e furtivi quando il resto dell'umanità si accinge a desinare.

Le strade deserte e quasi silenziose creano un'atmosfera più intima e umana.
Certo, qualche auto-scimunito lo incontriamo.
Si merita i miei strali, molto oxfordiani però, perché la mia signorina deambula con divino aplomb sublime, non si scompone, non si agita, mantiene un invidiabile contegno in ogni circostanza: con la pioggia o sotto il sole, con la nebbia o contro il vento, sotto la neve e nella grandine.

Io e la mia signorina ci divertiamo insieme, sorridiamo osservando piccole cose.
Notiamo ad esempio che l'intelligenza dei cittadini è inversamente proporzionale ai metri cubi di cemento con cui loschi lestofanti ci sottraggono territori un tempo meravigliosi: aumenta il cemento grigio, è sempre più rarefatta la materia grigia.
In ogni terrazzino, un'antenna parabolica che sostituisce obsoleti vasi colmi di fiori.
Più paraboliche che esseri umani, triste parabola di questi tempi moderni.
Alle volte il sorriso può essere amaro.

Ma poi andiamo in fuga verso mondi solo nostri. Io e la mia signorina: due anime, un corpo solo. Lei mi conduce frizzante e sbarazzina in luoghi che conosco da sempre, ma che insieme a lei si trasformano per magia in galassie sconosciute da esplorare senza posa. Come fossimo Argonauti alla ricerca di qualche nuovo vello d'oro o solo di un po' di saggezza da regalare a questa umanità varia ed avariata.

La mia signorina è esigente, assorbe ogni mia energia, ma i muscoli che lentamente si intossicano di acido lattico e sembrano sul punto di dilaniarsi regalano alla mente straordinarie percezioni emo-sensoriali (nessun doppio senso).
La fatica (e il dolore) stimolano la produzione di droghe naturali, un altro miracolo della mia signorina.

Rientriamo alla base appena in tempo, fuori si scatena un diluvio, forse cugino di quello universale. Esausto ma felice, di una felicità pura, adagio delicatamente la mia signorina sul suo trono personale e la detergo (no, non mi riferisco ad un dotto trattato sulle natiche) con amorevole cura.
Pensando con impaziente entusiasmo alla nostra prossima avventura.

Stiamo proprio bene insieme, io e la mia signorina...
I
o e la mia bici da corsa




permalink | inviato da erikfortini il 20/8/2010 alle 11:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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