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Scienza italiana pro inceneritori: “Lasciate che i pargoli vengano a me”
post pubblicato in Società&Politica, il 18 maggio 2009

Quando la ‘cultura scientifica’ si allea con la ‘politica ambientale’ che fa costruire gli inceneritori mortali. Il caso del Museo Leonardo di Milano



“... che possa esser nocivo? qualcuno ha un po’ paura. né zolfo, né diossine, l’Arpa ce l’assicura! E il frutto del vapore? Voi già lo sapevate, è avere un bel calduccio e luci illuminate ...”
(Filastrocca per bambini, filastrocca pro inceneritore Silla 2 nella foto. Filastrocca presente sui pannelli del Museo della Scienza e Tecnologia Leonardo di Milano)

Documento dell’Arpa di Torino sull’incidenza tumorale nelle aree vicine ad un inceneritore.


di Hermes Pittelli ã

 In Italia ci lamentiamo e versiamo lacrime di coccodrillo per la morte della cultura scientifica e per la cronica carenza di fondi da destinare alla ricerca.

Ma bisognerebbe anche distinguere tra scienziati veri, onesti ed incorruttibili (la professoressa Gatti, il professor Montanari, la professoressa Maria Rita D’Orsogna emigrata, beata lei e poveri noi, in California.
Una precisazione: non curo la loro immagine, né il loro ufficio stampa. Non ne hanno bisogno: LAVORANO secondo etica e deontologia) e altri, lieti di servire ‘la ragion di Stato’ e indottrinare le masse con nozioni false e fuorvianti; dietro lauto compenso e grande visibilità mediatica.

Ancora più terribile quando vittime di queste strategie criminali sono i bambini e i giovani studenti delle scuole primarie e secondarie, i nostri figli, le generazioni di futuri cittadini, le leve del domani, se un domani sarà lasciato loro.

Il Museo Leonardo di Milano (http://www.museoscienza.org/), museo della scienza e della tecnologia, realizza in collaborazione con Amsa (http://www.amsa.it/) società del gruppo A2A (http://www.a2a.eu/gruppo/cms/a2a/, nato dalla fusione tra la municipalizzata di Brescia e quella ambrosiana e quotato a Piazza Affari) che gestisce raccolta e smaltimento rifiuti nel capoluogo lombardo, progetti con le scuole per divulgare amore per il sapere scientifico tra le giovani menti in formazione. Un intento nobile, che si distingue tra la miriade di progetti e attività che caratterizzano l’attivissimo museo scientifico meneghino, il più grande d’Italia.

Peccato che all’interno della sezione museale riservata al ciclo dei rifiuti siano stati allestiti dei pannelli che recano una raccapricciante e sconvolgente filastrocca pro inceneritore (nel caso specifico, l’impianto milanese Silla2, riprodotto con un plastico da far invidia a Bruno Vespa):

http://www.youtube.com/watch?v=BidcrAHRUCQ

Dunque, bisogna dare ragione una volta di più al professor Montanari quando parla di caramelle drogate distribuite ai bambini fuori dalle scuole per renderli da subito cittadini arrendevoli e manipolabili.

Spulciando, senza nemmeno troppo affanno, si scoprono notizie interessanti: Amsa gestisce l’impianto di ‘termovalorizzazione’ Silla 2 quello decantato nella idilliaca filastrocca e che viene fatto visitare ai bambini delle scuole, quello che esibisce report settimanali sulle emissioni in atmosfera con valori immacolati, ampiamente al di sotto dei limiti stabiliti dalla Legge (qui un esempio: http://www.amsa.it/emissioni/Riepilogo.htm); ma come dice il Professor Montanari, “stabilito dalla Legge, non significa tollerabile dall’organismo”.

Amsa, come abbiamo visto, è una società del gruppo a2a spa, gruppo che si occupa di produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica, di distribuzione e vendita di gas, di produzione distribuzione e vendita di calore attraverso reti di teleriscaldamento, di gestione dei rifiuti, di gestione del ciclo idrico integrato; con un giro di affari sui 5.000 milioni di euro per un utile netto di circa 521.

Una società recente, la cui genesi non è priva di ombre, soprattutto per un’anomala proliferazione di poltrone e incarichi, tutti remunerati, quindi piuttosto costosi (Fonte Il sole 24 ore, mica il Manifesto).

La a2a controlla, tra le altre (circa una sessantina, come in un gioco di matrioske), anche Partenope Ambiente (la stessa che non era riuscita ad arginare l’emergenza rifiuti in Campania e che anzi aveva contribuito a crearla) la società che gestisce il glorioso impianto di Acerra, che ancora non funziona, ma gode dei benefici del truffaldino Cip6.

Il premier Berlusconi in persona si è congratulato con il presidente del Consiglio di Gestione di A2A, Giuliano Zuccoli, per essersi aggiudicato l’appalto relativo al ‘termoutilizzatore’ modello, che secondo Bertolaso, capo della Protezione civile, dovrebbe fungere da apripista per i gemelli di Napoli, Santa Maria La Fossa (speriamo nel frattempo, di non finirci tutti, in una fossa) e Salerno.

E il cerchio si chiude, o meglio quadra: per i soliti noti.

La Repubblica ha rivolto 10 domande a Berlusconi sull’affaire Noemi; io, con molta più modestia, mi sono limitato ad inviare una piccola intervista al direttore del Museo Leonardo, Fiorenzo Galli (qui il suo curriculum vitae). Berlusconi non ha risposto a La Repubblica, il direttore del Leonardo, al momento, non ha risposto ai miei quesiti.

Pubblico l’intervista lasciando gli spazi vuoti, sperando che prima o poi, sia possibile colmarli con le risposte.

1) Gentile Direttore. Immagino sia padre di famiglia, immagino sia stato bambino anche Lei, immagino che anche per Lei non esista al mondo nulla di più importante della salute e della serenità dei bambini. Dunque, può spiegare per quale motivo all’interno del museo Leonardo da Lei diretto esiste un pannello con una terribile filastrocca pro’inceneritori? Ci rassicuri, ci dica che è stata una svista e che il pannello sarà rimosso, visto che il museo prevede progetti e visite da parte di giovani, ingenui, ignari studenti delle scuole primarie e secondarie.

R.

2) Come è possibile collaborare con la Società Amsa che organizza visite guidate delle scuole all’inceneritore Silla2? Come è possibile far credere ai dei bambini, cittadini del domani e risorsa del futuro del Paese, che bruciando tonnellate di rifiuti si ottenga fresca e salubre aria di montagna?

R.

3) Lei è laureato in politica economica e finanziaria, quindi forse non sa che in questi impianti, definiti con ipocrisia ‘termovalorizzatori’, finiscono sostanze nocive che sottoposte a combustione a temperature elevatissime originano altre sostanze e nanoparticelle ancora più pericolose e letali, responsabili di patologie cancerogene, in grado di causare la malformazione dei feti umani, in grado di devastare l’ambiente, inquinando falde aquifere e coltivazioni?
Se non crede a me può rivolgersi ai massimi esperti nel campo, Professoressa Gatti e Professor Montanari, che spiegheranno in modo esauriente che chimica, fisica e tossicologia non sono materie opinabili o da sondaggio su qualche rotocalco patinato con velleità d’informazione pseudoscientifica.

R.

4) Quindi, Le richiedo, dopo opportuna documentazione e verifica, se intende mutare la filosofia che ha ispirato la vergognosa esposizione della macabra filastrocca.

R.

5) Non basta, come fa Amsa, dipingere i propri camion di verde, mettere sul proprio sito foto di fiori e bambini sorridenti e parlare a vanvera di sostenibilità ambientale, per essere reali paladini dell’Ambiente. Le rivolgo, esimio Direttore, un’ultima domanda: Lei farebbe crescere i suoi figli in un territorio che affida lo smaltimento dei rifiuti agli inceneritori o che trivella anarchicamente il sottosuolo e le coste alla ricerca di improbabili eldorado petroliferi liberando nell’aria sostanze altamente tossiche in grado di deteriorare il Dna umano?

Direttore, La prego di rispondere. Se non a me, a coloro che mi leggono, almeno alla Sua coscienza.

Cordiali saluti (e salute).

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